Scelti per voi

Arriva la <> di Francoforte sugli Npl

Arriverà tra l’estate e, al massimo, l’autunno. E sarà a tutti gli effetti la guida con cui la Bce indicherà alle banche europee la via per gestire al meglio i crediti deteriorati in portafoglio. In pratica un testo (corposo) che raccoglierà le migliori practices a livello europeo su ogni aspetto della gestione degli Npl. E che, pur avendo un valore non vincolante per gli istituti, sarà comunque un modello di riferimento, che Francoforte vedrà come “auspicabile”. Soprattutto per quegli istituti gravati da un fardello pesante di crediti deteriorati.

A dare qualche indicazione in più sui possibili contenuti di questo testo, che oggi è in via di stesura, è Paolo Angelini, vice capo della Vigilanza di Bankitalia, che ieri è intervenuto al convegno annuale dell’ABI sull’Unione Bancaria a Roma. “Ci sarà a breve una guida non vincolante dell’Ssm, e l’intensità di vigilanza sarà proporzionale alle dimensioni del problema per ciascun intermediario “ ha detto il funzionario. L’obiettivo del testo è quello di stimolare le 130 banche dalla Bce nel massimizzare il recupero dei crediti non performanti e a velocizzare lo smaltimento degli stock di Npl.

La guida tratterà diversi aspetti. Dovrebbe dare anzitutto una definizione più chiara dei non performing loans, integrando quella dell’Eba con quella di altre particolari categorie di attivi come i performing forberance e i foreclosed. Aiuterà ad individuare in maniera anticipata i segnali di difficoltà del creditore. Dovrebbe inoltre contribuire a migliorare la gestione di questi attivi, con “particolare attenzione al tema dell’organizzazione interna e degli incentivi, e all’individuazione di una strategia di gestione” spiega Angelini.

Tra i temi trattati nel testo Bce ci dovrebbero essere aspetti sempre più rilevanti come l’assetto It sul fronte Npl, così come il monitoraggio e il quadro delle informazioni statistiche. Per quanto non vincolante il testo sarà lo strumento di riferimento per gli ispettori quanto più sarà rilevante il problema degli Npl per la singola Banca. A giudicare la “dimensione” del problema Npl saranno i singoli Joint supervisory team, che opereranno in base a una analisi degli indicatori di qualità del credito. Non solo. All’orizzonte si prospetta anche una seconda versione della guida che, “opportunamente adattata” si rivolgerà alle banche europee più piccole, ovvero quelle che rimangono sottoposte alla vigilanza delle autorità nazionali.

La guida, in ultima nalisi, potrà fornire alle banche dell’Ssm “utili indicazioni per effettuare una valutazione complessiva dei propri metodi di gestione degli Npl e per introdurre miglioramenti”, aggiunge il funzionario della Vigilanza. Nessun dubbio sul fatto che in Bce come in Banca d’Italia oggi ci sia condivisione sulla necessità di smaltire in maniera graduale l’elevato stock di Npl. Come indicato nelle scorse settimane dal numero uno dell’Ssm, Daniele Nouy, in base alle nuove linee guida che la Bce pubblicherà a breve, le banche della zona euro dovrebbero avere la possibilità di scegliere quanto rapidamente smaltire i propri crediti deteriorati. Ciò detto, va segnalato anche che il tema degli Npl, e in generale del rischio di credito, è in cima alla lista delle preoccupazioni della Bce. Non a caso c’è “consenso – conclude Angelini- sul fatto che un’elevata e diffusa incidenza degli Npl sui bilanci bancari ha numerose conseguenze indesiderate, per le singole aziende “, come l’elevato costo della raccolta, con ricadute negative sui profitti e per l’economia, con una minore disponibilità di credito.


Autore: Luca Davi
Fonte:

Il Sole 24 ore

ssmnplbce

Credit Village è oggi il punto di incontro e riferimento - attraverso le sue tre aree, web, editoria, eventi - di professionisti, manager, imprenditori e operatori della gestione del credito. Nasce nel 2002 con l’intento di diffondere anche in Italia, così come avveniva nel mondo anglosassone, la cultura del Credit e Collection Management.