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Atlante, ecco chi guiderà il fondo

Prende forma il comitato degli investitori di Atlante, ovvero la cabina di regia dalla quale passeranno tutte le decisioni – sebbene prive di potere vincolante – del fondo di stabilizzazione del comparto bancario. Ieri sera scadevano i termini per la presentazione delle liste dei candidati che saranno eletti lunedì, nel corso dell’assemblea degli investitori.

Il board, come da regolamento, sarà composto da nove persone, che saranno eletti con il sistema delle liste. Scartata l’ipotesi di una lista unitaria contenente direttamente i nove nomi del comitato – soluzione che sarebbe potuta essere contestata dalla Bce – si è optato per la presentazione di singole liste da parte dei diversi grandi “elettori” del fondo, ovvero le due grandi banche, Intesa Sanpaolo e UniCredit, le banche medio-piccole, le Fondazioni, la Cdp, e a scendere gli altri contributori, come le assicurazioni e Poste Vita.

Nel dettaglio, in lizza per Intesa Sanpaolo – che contribuisce al fondo con un ammontare pari a 845 milioni di euro – dovrebbero esserci quindi Giovanni Gilli, responsabile della Capital Light Bank e il Cfo del gruppo, Stefano Del Punta. Due candidati anche per UniCredit, altro investitore di peso di Atlante: secondo quanto risulta al Sole24Ore, si tratta di Marina Natale, vicedirettore generale responsabile Strategie e finanza di UniCredit, e Ranieri de Marchis, responsabile Internal Audit. Altre poltrone di rilievo sono quelle assegnate alle Fondazioni: gli Enti – una trentina di essi hanno erogato fondi per circa 500 milioni di euro – dovrebbero essere rappresentati da Carlo Corradini, ex consigliere di Intesa Sanpaolo . Con un ticket analogo – da 500 milioni – la Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe invece candidare in Atlante il Cfo Fabrizio Palermo. A optare per un listone unitario sono state le banche medio-piccole, da Bpm al Banco Popolare, da Bper a Creval, passando per Banca Sella, Popolare Bari, Iccrea e le altre banche più piccole. In questo caso il primo candidato in lista è Edoardo Maria Ginevra, Chief risk officer di Bpm, cui toccherà sicuramente una poltrona. Al secondo posto in lista – ma con scarse possibilità di ingresso – c’è il presidente del Creval, Miro Fiordi, che avrebbe accettato più per spirito istituzionale visto che l’entrata nel board scatterebbe solo nel caso in cui la lista venisse premiata con il calcolo dei resti. Stesso discorso per la lista delle assicurazioni, che propongonoLeonardo Corvino, docente alla Bocconi, e Filippo Casagrande, alla guida degli investimenti di Generali Investments Europe Sgr.

Subito dopo la nomina del comitato, il Fondo Atlante – veicolo promosso da Quaestio Sgr, assistita da BofA-Merrill Lynch come advisor finanziario e da BonelliErede per i temi legali – dovrà iniziare a studiare le modalità di intervento sul tema degli Npl, con acquisizione di singoli pacchetti. Decisivo in questo senso sarà il contributo della Gacs, ovvero la garanzia pubblica che interverrà sulle tranche senior (ovvero meno rischiose) emesse per cartolarizzare i crediti in sofferenza. Tutti guardano alla Popolare di Bari, la prima banca italiana ad aver richiesto la garanzia pubblica su una cartolarizzazione da 500 milioni che è in fase di collocamento. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Pop.Bari dovrebbe pagare allo Stato tra i 90 e i 100 punti base per i primi tre anni, costi che saliranno a 220 punti base nel quarto e quinto anno e a 300 punti nei successivi due anni. La senior tranche dovrebbe attestarsi sul 60% della cartolarizzazione complessiva.


Autore: Luca Davi, Marco Ferrando
Fonte:

Il Sole Ore

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