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Banche, a gennaio Npl in calo di 5 miliardi

L’Abi conferma. Le sofferenze bancarie cominciano a diminuire. Non solo le sofferenze lorde (passate al 9% dal 9,4% degli impieghi) ma anche quelle al netto delle svalutazioni. Queste ultime infatti a fine gennaio erano pari a 83,6 miliardi di euro rispetto agli 89 miliardi di dicembre 2015: si tratta di una riduzione di oltre 5 miliardi di euro cosicché il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari a 4,64 per cento contro il 4,94% di dicembre 2015: un primo tangibile segno che la crisi è alle spalle e il ciclo economico in recupero.

 
Intanto, risalgono in modo molto lieve, a febbraio, anche i prestiti delle banche a famiglie e imprese: sono saliti dello 0,04% contro il -0,58% registrato a gennaio che aveva annullato il rialzo iniziato a novembre. Il totale dei prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche) si colloca a 1.826,8 miliardi di euro, segnando una variazione annua di +0,6% (-0,2% il mese precedente). Per il vice direttore generale dell’Associazione di Palazzo Altieri, Gianfranco Torriero «sono incrementi contenuti ma che segnalano una potenziale inversione del ciclo». Riguardo al gennaio 2016 la dinamica dei prestiti alle imprese non finanziarie è risultata pari a -0,9% (-0,7% il mese precedente). In crescita la dinamica tendenziale del totale prestiti alle famiglie (+0,8% a gennaio 2016, +0,8% anche il mese precedente). Sempre a gennaio 2016, l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva dello 0,8% «confermando la ripresa del mercato dei mutui».

L’Abi rimarca inoltre che a febbraio l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia 1.826,8 miliardi di euro era nettamente superiore di quasi 150 miliardi all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, pari a 1678,2 miliardi. Sul versante della raccolta, i dati dicono che i depositi aumentano, a fine febbraio 2016,di 44,5 miliardi rispetto all’anno precedente.

Su base annua, l’incremento è del 3,5% in lieve accelerazione rispetto al +3,3% di gennaio. Diminuisce, invece, sempre su base annua, la raccolta a medio e lungo termine, quella realizzata tramite obbligazioni, che a febbraio è stata pari a -14,4%, con una diminuzione nei dodici mesi che in valore assoluto è pari a 62,3 miliardi di euro). La raccolta complessiva (depositi + obbligazioni) registra a febbraio 2016 una variazione annuale di -1 per cento. Quanto ai tassi, anche a febbraio si registra un nuovo minimo storico per il costo dei nuovi mutui. Il tasso che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili è risultato pari al 2,40%(contro il 2,49% del mese precedente). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui quasi i due terzi (63,66%) sono a tasso fisso.

Sempre a febbraio il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) si è attestato all’1,14% (era all’1,16% il mese precedente). Il tasso sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è invece collocato allo 0,49% (0,50% il mese precedente), quello sui PCT a 1,31% (1,26% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni è risultato a febbraio pari al 2,94%, come il mese precedente.


Autore: Rossella Bocciarelli
Fonte:

Il Sole 24 Ore

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