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Allarme Autorita’ Energia, crisi spinge morosita’

“Nel 2012, con aggravamento nel 2013, le sofferenze correlate alla crisi si sono manifestate anche nel mercato di massa” dell’energia, “in maniera evidente sotto forma di morosità di imprese e famiglie”. 

Illustrando la Relazione al Parlamento, Bortoni ha quindi sottolineato che “occorre stringere selettivamente le maglie della regolazione, da un lato, per tutelare i clienti in effettivo stato di difficoltà economica ed evitare ad un tempo le ‘facili’ sospensioni del servizio da parte dei fornitori e, dall’altro, per confinare i comportamenti opportunistici e le ‘facili’ morosità. Tenendo ben presente che la morosità rappresenta anche per i fornitori una variabile di reale criticità in un contesto già di crisi”. Proprio per questo l’Autorità sta “lavorando a un documento per la consultazione al riguardo, volto a rispondere anche all’esigenza di ricalibrare i rapporti fra vendita e distribuzione, perché anche qui vale il ‘ciascuno faccia la sua parte’, incluse le imprese di distribuzione, che devono svolgere le attività loro assegnate, e per le quali sono remunerate, in maniera efficiente”.

Bortoni: prezzi alti preoccupano, bene -10% pmi

“Una preoccupazione che attualmente condividiamo con il Governo e con le istituzioni europee è quella per i prezzi finali dell’energia ancora alti in Italia e in crescita in tutta Europa”. Lo dice il presidente dell’ Autorità per l’Energia, Guido Bortoni. Il calo del 10% delle bollette per le pmi “si muove sulla via giusta”, aggiunge.

Bortoni, con boom rinnovabili rischi sicurezza

Il nuovo “paradigma elettrico”, con le rinnovabili che hanno raggiunto una produzione pari al 30% del totale, presenta il “rischio di nuove inefficienze e di possibili criticità per la stessa sicurezza del sistema” a causa della non programmabilità delle fonti e della distribuzione del territorio. Lo dice il presidente dell’Autorità, Bortoni

Autorità, famiglie bassi consumi pagano meno Ue

Anche nel 2013 le famiglie con bassi consumi elettrici hanno pagato prezzi inferiori a quelli dell’area euro. Lo riferisce l’Autorità per l’energia, aggiungendo che per tutte le altre classi di consumo i prezzi sono più alti: in particolare, per i consumi tra 2.500 e 5.000 KWh il divario si restringe, con i prezzi cresciuti del 4,2% contro il +5,5% dell’eurozona. Per le industrie, invece, i prezzi italiani sono più alti per tutte le classi di consumo e sono paragonabili per l’alto livello solo alla Germania

 


Fonte:

Ansa

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