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Pagare i debiti e tornare a vivere

Per molti italiani quella con i debiti è una lunga e dolorosa battaglia, di cui si fatica a vedere un esito positivo e in cui spesso ci si arrende a metà dell’opera: ma per vincere la guerra dell’indebitamento ci vuole strategia e una visione di largo respiro, che includa anche una buona conoscenza delle possibilità e degli strumenti a disposizione con cui gestire la situazione finanziaria personale. Anche l’atteggiamento, verso i creditori, ha un suo ruolo: mai essere aggressivi quando si è in torto, ma meglio non essere eccessivamente passivi e arrendevoli: il riscatto passa da un atteggiamento attivo, in cui, più che subire soluzioni, si contratta per cambiare le condizioni di partenza.  Yahoo!Finanza ne parla con Gianpaolo Luzzi,  esperto del recupero credito, titolare dello Studio Luzzi&Associati, e saggista; tra le sue opere figura, nella terza riedizione,  Come pagare i debiti e vivere felici (Franco Angeli, 224 pagine): “un manuale di guerriglia ai debiti ed educazione all’indebitamento responsabile”

Luzzi, come si trasforma un debito “cattivo” in un debito buono che alla lunga può generare anche un surplus finanziario?


Credo che ogni debito non strategico sia un debito cattivo, ossia tutti quei debiti non produttivi di cash flow, di ritorni economici, sono tendenzialmente debiti cattivi. Mentre sono debiti buoni quei debiti finalizzati a procurarsi un ritorno positivo. Mi spiego meglio: indebitarsi per acquistare un immobile da mettere a reddito è sicuramente un debito buono se la rata dell’affitto è superiore a quella del mutuo e quindi produce un cash flow positivo, cioè entrate liquide costanti. Indebitarsi per acquistare un’auto con la quale si lavora e magari si percepisce un rimborso spese chilometrico, è ancora un debito buono. Ma vogliamo parlare del mutuo per la propria abitazione? Per decenni ci hanno fatto credere che quello è lo stereotipo del “debito buono”. Che l’acquisto della propria casa fosse un investimento perfetto, destinato sempre a rivalutarsi nel tempo e quindi un ottimo affare. Poi nel 2008 ci siamo svegliati e, abbiamo scoperto che i prezzi delle case, come ogni altro bene, sono soggetti a oscillazioni e che di fatto la casa può valere la metà di quanto la stiamo pagando. Nel frattempo si è anche scoperto che spese straordinarie come facciate, tetto, impianti ecc. sono a carico del proprietario e che queste spese vanno sommate alla rata del mutuo. Ma non solo, la tassazione sulla casa, per quanto schizofrenica, è sempre presente e le tasse comunali sull’immobile e sulla spazzatura, che si chiamino ICI, ISI, IMU, TASI, TARSU, ecc. ci sono sempre e vanno sommate alle spese condominiali (ordinarie e straordinarie) e alla rata del mutuo. Conclusione? Mica vero che tutte queste spese sono equivalenti all’affitto mensile. E anche se lo fossero, la liquidità persa inizialmente per dare l’anticipo, mette molte famiglie nell’impossibilità di affrontare un imprevisto o sostenere anche pochi mesi senza lavoro.

Per uscire da una situazione di debito c’è chi chiede un prestito, di fatto non cambiando la sostanza del problema; ma quali sono le alternative che i titolari di debito non valutano?

Combattere i debiti con altri debiti è come spengere un fuoco con secchi di benzina: demenziale senza una strategia adeguata. La maggior parte dei creditori oggi come oggi sono in genere disponibili ad ascoltare le ragioni dei debitori e a trovare insieme soluzioni percorribili. Alcuni debiti sono urgenti da pagare, ma altri possono essere messi in secondo piano (ma comunque poi risolti), altri sono forse prescritti. Ogni singola situazione è a se stante e deve essere gestita.

Come si fa a ottenere più potere contrattuale quando va concordato un piano di rientro con la banca?

Mostrando di avere la reale volontà di risolvere il problema ed idee concrete per farlo. Soprattutto non sottraendosi al dialogo, ma al contrario agire in anticipo. Contattare la direzione crediti della banca, anche per scritto, prima che il problema esploda e prima di essere moroso, prima cioè di macchiare la propria storia creditizia.Le racconto un aneddoto: una mia vecchia compagna di scuola mi contattò tempo fa perché aveva timore, dopo la separazione col marito, di non essere più in grado di far fronte al mutuo e a un finanziamento personale. Era in pari con le rate, ma le aveva pagate con ritardo e la situazione era in peggioramento. Aveva provato a vendere la casa e trovato anche l’acquirente giusto che però non era riuscito ad ottenere il mutuo dalla sua banca e quindi aveva mandato a monte l’acquisto dell’immobile. Le ho consigliato di contattare la direzione crediti della banca erogante il mutuo, (quindi la sede di Milano e non la filiale di Livorno) e spiegare bene tutta la situazione. La banca le ha immediatamente abbassato la rata per sei mesi e dato fiato, non solo ha fatto prendere in esame la richiesta di mutuo del potenziale acquirente dalla filiale livornese, ed il mutuo è stato concesso. Quindi l’immobile veduto, e la mia ex compagna di scuola liberata da un peso insostenibile, con una storia creditizia non intaccata (non ha subito segnalazioni in centrale rischi) ha potuto ripianare l’altro debito, acquistare una casa più piccola versando un congruo acconto e sulla rimanenza ha fatto un piccolo mutuo con una rata molto leggera.
Le situazioni si debbono prevenire e, soprattutto, gestire.

Quali sono gli argomenti di contestazione concreti e validi per opporsi al pagamento di debiti essenziali?

Può accadere che sia intervenuta la prescrizione ovvero che ci possano essere casi di anatocismo. Nell’ambito del credito finalizzato, che il venditore del bene sia inadempiente. Nell’ambito delle forniture di beni e servizi che le stesse nascondano un vizio occulto. Purtroppo sta diventando sempre più diffuso anche il fenomeno del furto d’identità e quindi non è da escludere che il debito non esista proprio.

Cosa sono gli interessi anatoicistici e come è possibile dimostrarli?

Sono i così detti “interessi sugli interessi”. Per capirci, posto uno scoperto di conto corrente di 10.000 € al tasso del 8% l’anno, poiché gli interessi vengono calcolati trimestralmente, dopo 3 mesi lo scoperto sarà di +200 € (1/4 di 8% su 10.000 €), il trimestre successivo saranno di +202 €, ossia ¼ del 8% su 10.200 €, e così via. Un giochino molto fruttuoso in passato per le banche, ma reso illegittimo da svariate sentenze della Cassazione. Per verificarli occorre riprendere gli E/C bancari degli anni indietro e rifare i calcoli a ritroso. Occorre un buon contabile.Ultimamente sono spuntati come funghi, insieme ai professionisti, pochi, moltissimi avventurieri che illudono sia una cosa facile e scontata mettere in scacco la banca. Starei molto attento perché chi alla fine ci guadagna sempre in questi casi sono appunto questi figuri.
 

Come agire quando si hanno più prestiti con tassi di interesse diverso?

Si devono rinegoziare quando è possibile, ovvero, prima di andare in crisi ed essere segnalati in una centrale rischi, si può tentare di rinegoziare il prestito in corso accedendo a formule con interessi minori. Se il creditore è indisponibile, o non ha tali strumenti, allora si può tentare di accedere a un prestito a un tasso minore per cancellare quelli con i tassi più alti. Ma attenzione si deve procedere per step rigorosi e non farsi trasportare dal solito mediatore creditizio facilone: verificare se è possibile ottenere il prestito al tasso minore e in quali tempi ed entità; quando si ha la ragionevole certezza di poterlo ottenere, mettere in stand by la cosa e passare a contattare finanziarie e banche con cui si hanno i debiti con gli interessi più alti; contrattare l’estinzione anticipata dai suddetti prestiti con costi e tempi certi; a quel punto, ma solo a quel punto, chiedere e ottener e il prestito più conveniente e con quei soldi estinguere gli altri prestiti,senza farsi prendere dalla tentazione di usarli per altri scopi. Ma la cosa più importante è di evitare in tutto i modi che intermediari ci lucrino sopra.

Cosa conviene fare in presenza di più situazioni di debito, oltre a stabilire una priorità? Meglio pagare tutto a rate, con accordo a stralcio, con soluzioni miste?

Stabilire le priorità è fondamentale. Quei debiti che possono guastare la propria storia creditizia hanno ovviamente la precedenza. Mi riferisco ai debiti bancari e finanziari. Poi ci sono le utenze indispensabili, come luce e gas, da ultimo le bollette del telefono e dei fornitori.Occorre fare un conto economico delle proprie entrate-uscite e in base a quello verificare le rate che si possono pagare. In moltissimi casi è possibile ottenere la rateizzazione del pregresso (in caso di utenze primarie è un diritto e non una concessione) e il rimodellamento della rata corrente. Molte banche e finanziarie offrono prodotti che prevedono già questa opzione in partenza. Scegliere quelle invece di farsi imbeccare dal negoziante/agenzia immobiliare che indirizzerà verso la finanziaria/banca che da loro le provvigioni più alte. Con i fornitori ordinari si può tranquillamente proporre saldi a stralcio, ossia pagamenti immediati ma con un forte sconto.

Quando si accetta un’eredità, si accettano anche i debiti: cosa succede però quando si rifiuta un’eredità? In tal caso, che fine fanno i debiti del defunto?

Esatto, accettare la pensione di reversibilità del coniuge defunto significa anche accettare i suoi debiti. La cosa migliore è accettare l’eredità con il “beneficio d’inventario”, ossia dire una cosa del genere: “non rifiuto l’eredità, ma prima di accettarla vedo che situazione mi lascia il de cuis, se mi conviene l’accetto, altrimenti no”. Se non si accetta l’eredità il problema si sposta sul creditore che dovrà portare a perdita il credito se non ha una copertura assicurativa caso morte (per altro molto diffuse).

Come ci si sfila dalla responsabilità di aver avallato una garanzia di pagamento di un debito?


Non ci si sfila. Una volta apposta una firma per avallare un debito altrui si è impegnati finché tale debito non è stato completamente saldato. Ecco perché prima di mettere “una firmetta, tanto è solo una formalità”, occorre pensarci molto molto bene.


Non sempre quando si chiede un  prestito si valutano con attenzione tutte le clausole: quali sono i  fattori che più si prestano ad essere contrattati?

Svariati: dalle condizioni del recesso anticipato (in alcuni casi si paga addirittura una penale) alle spese di incasso della rata (in alcuni casi sono così elevate da costituire un vero e proprio costo occulto); dalla possibilità o meno di modulare la rata alla richiesta di firme di avvallo di parenti e amici chiamati a fare da garanti. Tuttavia la maggior parte delle associazioni dei consumatori ha manuali informativi molto validi che accompagnano per mano nei meandri dei prestiti finanziari e bancari.

Puntare sulla prescrizione ha senso per evitare di pagare i debiti?

Si e no. La prescrizione ordinaria è decennale (ma ci sono molti casi di prescrizione abbreviata per le quali rimando al mio volume dove c’è un elenco minuzioso ed esaustivo) ma si può interrompere con una semplice raccomandata. Tuttavia è un argomento senz’altro valido da utilizzare in una trattiva.


Autore: Maria Rosaria Iovinella
Fonte:

Yahoo Finanza

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