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L’e-commerce non sente la crisi

L’e-commerce non sente la crisi. Se le vendite tradizionali sono in calo in quasi tutti i settori, le vendite di prodotti e servizi via internet nell’ultimo anno sono cresciute del 19% e si stima che gli italiani a fine 2013 spenderanno 11,2 miliardi contro i 9,6 miliardi 2012 (dati di Netcomm-School of management del Politecnico di Milano). Se la crescita è vertiginosa, i numeri però sono ancora piccoli.

Le maggiori opportunità, anche nell’online, vanno infatti cercate all’estero. L’export 2.0 di turismo e abbigliamento fashion potrebbe diventare la locomotiva dei consumi ma oggi, pur crescendo del 23%, vale soltanto 2 miliardi di euro. Ecco perché grandi operatori come Poste Italiane, Intesa Sanpaolo, Compass, CartaSi e Tnt si stanno muovendo per migliorare l’esperienza di acquisto online, per indirizzare i consumatori stranieri sui portali dei brand e delle pmi italiane e, allo stesso tempo, per portare il made in Italy nelle vetrine virtuali dei retailer cinesi e russi.

«In Europa il 10% del totale vendite avviene attraverso il canale dell’online, mentre in Italia la cifra è pari al 3%», spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico che riunisce 150 operatori del settore, durante il convegno Netcomm E-commerce Forum. «Se ci sono ancora buoni spazi di crescita nel Belpaese, l’Eldorado è infatti oltreconfine». Ma come intercettare consumatori alto-spendenti che non soffrono la crisi? «Le aziende italiane dovrebbero recuperare un modello che in Italia ha funzionato nella old economy: quello consortile, dei distretti industriali che ha fatto grande il manifatturiero in Italia e all’estero». L’unione, infatti, può essere una carta vincente anche per l’e-commerce.

Se le imprese non sono ancora mature per creare reti 2.0 ci pensano consorzi, banche e poste. «Postecom (società di innovazione tecnologica di Poste Italiane) ha lanciato una piazza virtuale in Russia e in Cina dove sta portando i brand e le piccole e medie imprese italiane», afferma Danilo Pagano, responsabile marketing ed e-commerce di Postecom. «In Cina, per esempio, (all’interno del portale e-commerce di China Post, ndr), è stata creata una sezione made in Italy, ricca di prodotti tricolore, che supporteremo anche con attività di web marketing e servizi post-vendita».

Oltre all’e-commerce in Cina e Russia l’operatore sta stringendo partnerhip ad hoc con le poste nazionali per agevolare la spedizione di prodotti da parte dei marchi direttamente ai consumatori finali superando barriere logistiche, legislative e doganali.

Anche Tnt Post si sta muovendo in questa direzione stringendo accordi per portare nel mondo la sua piattaforma logistica e aumentando il trust (cioè la fiducia) tra consumatore e rivenditore. A Oriente guarda anche Netcomm, alla sua quarta missione digitale in Cina, dove è approdato col programma Go to China «per portare le aziende sui retailer cinesi 2.0 abbattendo barriere logistiche, linguistiche e normative», racconta Liscia.

Persino Bazak, la giovane piattaforma di shopping online di CartaSi, che unisce consumatori, negozianti, banche e marche in uno scambio di offerte e prodotti, non vuole rimanere solo uno strumento nazionale. «Bazak, a medio termine, potrà diventare una piattaforma utile per i merchant che cercano uno sbocco estero», dichiara Mario Perini, responsabile prodotti e servizi di CartaSi. «Siamo già al lavoro per indirizzare i consumatori stranieri ad acquistare nella nostra vetrina virtuale grazie a un’attenta ottimizzazione del sito».

Per agevolare gli acquisti, sia italiani che stranieri, la tecnologia va però migliorata. «È importante migliorare l’esperienza d’acquisto online per chi acquista con carte di credito (circa il 90% dei consumatori internauti ndr)», racconta Stefano Favale, head of payments and liquidity di Intesa Sanpaolo. «Nei prossimi mesi, insieme a MasterCard, lanceremo una soluzione one click buy che permetterà di acquistare i prodotti online con un solo click, previo inserimento di una passworld». E liberando così il consumatore dal seriale inserimento dei propri dati che oggi è necessario per completare l’acquisto.

Soluzioni allo studio anche in casa Compass, la società specializzata nel credito al consumo e nell’innovazione dei pagamenti di Mediobanca. «Stiamo puntando su diverse soluzioni di pagamento digitale, dal borsellino elettronico all’instant issuing», conclude Luigi Pace, direttore marketing e assicurazioni di Compass. «Un servizio che, in pochi minuti, emetterà e attiverà la carta di credito appena sottoscritta con il vantaggio di permetterne un utilizzo immediato senza attendere i costi di spedizione».


Autore: Claudia Cervini
Fonte:

Italia Oggi

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