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Fornero, primo licenziamento per motivi economici

L’agenzia economica Radiocor ha appena battuto la seguente notizia. Si tratta della prima applicazione della possibilità di licenziamento per motivi economici introdotto dalla cosidetta riforma Fornero.

 Primo licenziamento per motivi economici nel settore delle telecomunicazioni. Lo denuncia il sindacato Fistel-Cisl.

“La società cinese Huawei technologies – spiega Giorgio Serao della segreteria nazionale Fistel – ha comunicato il licenziamento a una lavoratrice. Il provvedimento è di una gravità inaudita perchè la ricca Huawei è una società in crescita sia come business, sia come livelli occupazionali nel nostro paese (ha infatti rilevato le attività e i lavoratori del network di Fastweb) e non può utilizzare la legge Fornero per sbarazzarsi dei lavoratori indesiderati”.

In più, secondo Serao, “la decisione di Huawei è un pericoloso precedente nel settore delle telecomunicazioni dove gran parte delle aziende sta vivendo una difficile crisi industriale e nonostante ciò, insieme al sindacato, sta salvaguardando con accordi i livelli occupazionali in attesa della ripresa del mercato”. Infine, Fistel-Cisl “ha dato piena disponibilità alla lavoratrice per impugnare il licenziamento perchè ritiene che nemmeno nella più estensiva interpretazione della legge ricorrono le condizioni per chiudere il rapporto di lavoro”.

Per Serao “la decisione di huawei compromette irrimediabilmente il rapporto relazionale con il sindacato anche per il futuro e questo ci fa ritenere che è un partner pericoloso per le aziende e per i lavoratori del settore”.

Questa la replica di Huawei Italia

In relazione alle dichiarazioni rilasciate da Giorgio Serao della Fistel-Cisl a Radiocor, diffuse nelle ultime ore, Huawei Italia precisa quanto segue. L’azienda non ha, ad oggi, al contrario di quanto asserisce Serao, comunicato alcun licenziamento alla lavoratrice, avendo semmai avviato la normale procedura di conciliazione prevista dal nuovo art. 7 della legge n. 604/66, finalizzata a favorire la risoluzione consensuale del rapporto e a incentivare l’esodo della lavoratrice.

Siamo molto sorpresi dalla presa di posizione di Serao in riferimento a singoli casi; riteniamo che la reazione sia incomprensibile trattandosi di una procedura perfettamente legittima, seppur dolorosa, che si inserisce all’interno della riorganizzazione di una singola divisione. I toni violenti della dichiarazione di Serao rappresentano una grave rottura rispetto alla relazione costruttiva e serena finora avuta da Huawei con la Fistel-Cisl, come con tutte le altre organizzazioni sindacali. L’azienda ribadisce, in ogni caso, la sua disponibilità ad un sereno confronto, su questo e su altri temi, con chiunque si ponga nei suoi riguardi con correttezza e lealtà.


Fonte:

Repubblica.it

Redazione Credit Village

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