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La crisi nel sacco di Babbo Natale

Anche Babbo Natale paga caro la crisi, tanto più in un paese come l’Italia che fa fatica a ripartire, con un mercato del lavoro in difficoltà profonda mentre nulla è stato fatto sul fronte del potere di acquisto delle famiglie. Uno scenario che spingerà le famiglie a tagliare la spesa per i regali del 5% a fronte di un aumento dei prezzi tra il 5 e il 10%, segno di una contrazione ancora più ampia degli acquisti in termini di volumi.

E’ quanto prevede la Federconsumatori, secondo cui ci sarà una particolare attenzione – a budget limitato – a favore dei regali elettronici che da anni, spiegano all’associazione dei consumatori, sono tra i pochissimi che hanno un segno positivo negli ultimi anni. E se crisi deve essere, allora meglio regalare qualcosa di commestibile, non a caso da qualche tempo a questa parte i regali fatti di cesti natalizi e prodotti tipici continuano a mostrare una certa resistenza. La Coldiretti fa da parte sua alcune stime basandosi sui dati del report Xmas Survey della Deloitte: per le festività natalizie ogni famiglia italiana è pronta a spendere complessivamente 430 euro in media, ben al di sopra dei 370 euro della spesa media europea. Un giro di affari molto solido, perché anche quest’anno circa 10 milioni di Italiani sono orientati verso i prodotti alimentari “natalizi”, spendendo in tutto – per i soli prodotti tipici – qualcosa come oltre 2 miliardi di euro. Il risultato, dice Coldiretti, è che ben il 72% degli Italiani dichiarano che stanno per spendere più dell’anno scorso anche se alla fine ci sarà una contrazione della spesa di poco meno del 4%.


Fonte: Mia Economia

Redazione Credit Village

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