Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto ieri un accordo politico provvisorio per rilanciare e semplificare il mercato europeo delle cartolarizzazioni. L’intesa introduce una serie di modifiche al quadro regolamentare con l’obiettivo di consentire alle banche di liberare maggiori risorse patrimoniali e aumentare la capacità di finanziamento a favore di famiglie, piccole e medie imprese e progetti infrastrutturali.
Il pacchetto rappresenta un elemento centrale della Savings and Investments Union (SIU), l’iniziativa europea che mira a migliorare la capacità del sistema finanziario dell’UE di convogliare il risparmio verso investimenti produttivi, ampliando le opportunità finanziarie per cittadini e imprese.
Le nuove misure si inseriscono inoltre nell’agenda “One Europe, One Market”, avviata dai leader europei nel marzo 2026 per rafforzare la competitività, la resilienza e l’autonomia strategica dell’Unione.
Uno degli elementi principali dell’accordo riguarda la revisione dei requisiti patrimoniali applicabili alle banche che investono in cartolarizzazioni, attraverso un approccio maggiormente sensibile al rischio.
Le operazioni considerate a basso rischio beneficeranno di requisiti patrimoniali significativamente inferiori, mentre saranno mantenuti requisiti più elevati per le posizioni di cartolarizzazione maggiormente rischiose.
L’intesa introduce inoltre una nuova categoria di cartolarizzazioni, denominata “resilient”, e rafforza il sistema di classificazione STS (Simple, Transparent and Standardised), già previsto dalla normativa europea.
La combinazione delle caratteristiche resilient e STS punta a incentivare pratiche di mercato più sicure e ad accrescere la fiducia degli investitori, mantenendo un approccio prudente alla gestione del rischio.
Un altro obiettivo della riforma è la riduzione degli oneri amministrativi previsti dall’attuale normativa, così da contenere i costi a carico degli investitori e degli operatori del mercato.
L’accordo prevede inoltre l’innalzamento dei limiti di investimento per gli organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM, o UCITS), con l’obiettivo di stimolare la crescita del mercato delle cartolarizzazioni.
Sul fronte della supervisione, viene introdotta una vigilanza a livello europeo sui soggetti indipendenti incaricati di verificare la conformità delle operazioni ai requisiti STS, i cosiddetti third-party verifiers. La misura punta anche a favorire una maggiore convergenza degli standard e delle pratiche di vigilanza nell’Unione.
Sono previste, inoltre, modifiche mirate alla categoria delle cartolarizzazioni STS per favorire l’integrazione transfrontaliera del mercato, consentire la partecipazione delle compagnie assicurative e riassicurative alle cartolarizzazioni sintetiche e facilitare il finanziamento di progetti infrastrutturali prima del loro ingresso nella fase operativa.
L’accordo raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo ha carattere provvisorio.
I testi legislativi dovranno ora essere finalizzati e successivamente approvati formalmente da entrambe le istituzioni.
Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto ieri un accordo politico provvisorio per rilanciare e semplificare il mercato europeo delle cartolarizzazioni. L’intesa introduce una serie di modifiche al quadro regolamentare con l’obiettivo di consentire alle banche di liberare maggiori risorse patrimoniali e aumentare la capacità di finanziamento a favore di famiglie, piccole e medie imprese e progetti infrastrutturali.
Il pacchetto rappresenta un elemento centrale della Savings and Investments Union (SIU), l’iniziativa europea che mira a migliorare la capacità del sistema finanziario dell’UE di convogliare il risparmio verso investimenti produttivi, ampliando le opportunità finanziarie per cittadini e imprese.
Le nuove misure si inseriscono inoltre nell’agenda “One Europe, One Market”, avviata dai leader europei nel marzo 2026 per rafforzare la competitività, la resilienza e l’autonomia strategica dell’Unione.
Uno degli elementi principali dell’accordo riguarda la revisione dei requisiti patrimoniali applicabili alle banche che investono in cartolarizzazioni, attraverso un approccio maggiormente sensibile al rischio.
Le operazioni considerate a basso rischio beneficeranno di requisiti patrimoniali significativamente inferiori, mentre saranno mantenuti requisiti più elevati per le posizioni di cartolarizzazione maggiormente rischiose.
L’intesa introduce inoltre una nuova categoria di cartolarizzazioni, denominata “resilient”, e rafforza il sistema di classificazione STS (Simple, Transparent and Standardised), già previsto dalla normativa europea.
La combinazione delle caratteristiche resilient e STS punta a incentivare pratiche di mercato più sicure e ad accrescere la fiducia degli investitori, mantenendo un approccio prudente alla gestione del rischio.
Un altro obiettivo della riforma è la riduzione degli oneri amministrativi previsti dall’attuale normativa, così da contenere i costi a carico degli investitori e degli operatori del mercato.
L’accordo prevede inoltre l’innalzamento dei limiti di investimento per gli organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM, o UCITS), con l’obiettivo di stimolare la crescita del mercato delle cartolarizzazioni.
Sul fronte della supervisione, viene introdotta una vigilanza a livello europeo sui soggetti indipendenti incaricati di verificare la conformità delle operazioni ai requisiti STS, i cosiddetti third-party verifiers. La misura punta anche a favorire una maggiore convergenza degli standard e delle pratiche di vigilanza nell’Unione.
Sono previste, inoltre, modifiche mirate alla categoria delle cartolarizzazioni STS per favorire l’integrazione transfrontaliera del mercato, consentire la partecipazione delle compagnie assicurative e riassicurative alle cartolarizzazioni sintetiche e facilitare il finanziamento di progetti infrastrutturali prima del loro ingresso nella fase operativa.
L’accordo raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo ha carattere provvisorio.
I testi legislativi dovranno ora essere finalizzati e successivamente approvati formalmente da entrambe le istituzioni.