Dalla Redazione Normativa e regolamentazione Real Estate

Esecuzioni immobiliari, procedure più rapide nel 2025 ma restano forti divari territoriali

La macchina delle esecuzioni immobiliari italiane continua, seppur gradualmente, a ridurre i propri tempi. È questa una delle principali evidenze della decima edizione dello “Studio dei Tempi delle Esecuzioni Italiane”, realizzato dall’Associazione T6 – Tavolo di Studio sulle Esecuzioni Italiane, con il supporto di Federico Cecconi, ricercatore presso il CNR e membro del Consiglio Direttivo T6, e di Laura Pelucchi, Partner di La Scala Società tra Avvocati e Referente della Commissione Esecuzioni dell’Associazione T6.

Nel 2025 la durata media delle procedure esecutive immobiliari si è attestata a 4,85 anni, confermando il progressivo miglioramento registrato negli ultimi anni. Un’evoluzione positiva che si accompagna, tuttavia, a una contrazione dei volumi: nel corso dell’anno sono stati infatti definiti 46.319 fascicoli, circa il 10% in meno rispetto al 2024, la riduzione più marcata dell’ultimo quadriennio.

Il dato, secondo l’analisi, va letto anche alla luce della progressiva diminuzione dei volumi complessivi del sistema, legata sia alla riduzione delle nuove iscrizioni sia alla contrazione delle procedure pendenti.

A incidere maggiormente sulla durata complessiva delle esecuzioni è ancora una volta la fase di vendita, che rappresenta la componente temporale più rilevante dell’intera procedura.

Nel 2025 questa fase ha richiesto mediamente 1.022 giorni, contro i 648 giorni necessari per la fase di avvio della procedura e i 438 giorni della fase di distribuzione. Il dato evidenzia quindi come la capacità di rendere più rapida ed efficace la trasformazione dell’asset in liquidità continui a rappresentare un elemento centrale per l’efficienza dell’intero sistema.

Sul totale delle procedure definite nel 2025, il 53%, pari a 24.531 fascicoli, si è concluso con aggiudicazione e riparto. Si tratta di un numero in diminuzione rispetto ai 28.098 fascicoli del 2024. La durata media di queste procedure si è attestata a 6,14 anni, sostanzialmente in linea con l’anno precedente.

Le procedure concluse transattivamente rappresentano invece il 30% del totale, con 14.069 fascicoli, anch’essi in calo rispetto ai 16.729 del 2024. In questo caso i tempi risultano sensibilmente più contenuti: 3,59 anni nel 2025, in miglioramento rispetto ai 3,69 anni dell’anno precedente.

Il confronto tra le procedure più recenti e quelle appartenenti all’intero periodo osservato restituisce un ulteriore elemento di interesse.

L’89% delle procedure definite nel 2025 riguarda fascicoli iscritti negli ultimi dieci anni. Considerando le procedure concluse attraverso una vendita giudiziale, la durata media scende da 6,14 a 4,80 anni quando si prendono in esame le procedure iscritte a partire dal 2015.

Il dato segnala una progressiva riduzione dei tempi delle procedure più recenti, in un contesto caratterizzato dall’evoluzione normativa, dalla digitalizzazione e dalla crescente professionalizzazione degli operatori del settore.

Accanto al miglioramento complessivo, lo Studio T6 evidenzia però la persistenza di un significativo divario territoriale.

Le procedure avviate nel Nord Italia tendono a concludersi in tempi mediamente più brevi rispetto a quelle del Centro, del Sud e delle Isole. Anche il confronto tra singoli tribunali mostra differenze rilevanti nelle performance.

Nel 2025, Trieste registra una durata media di 1,56 anni, seguita da Gorizia, con 1,65 anni, Busto Arsizio con 2,10 anni, Ferrara con 2,15 anni e Bolzano con 2,44 anni.

Il quadro restituito dallo Studio mette quindi in evidenza un sistema nel quale i progressi non sono uniformi e nel quale la diffusione delle pratiche che consentono ai tribunali più efficienti di ridurre i tempi rappresenta una delle questioni ancora aperte.

La nuova edizione dello Studio dei Tempi e delle Esecuzioni Italiane restituisce un quadro in miglioramento, con una graduale riduzione dei tempi delle procedure”, osserva Federico Cecconi, Professore CNR e Coordinatore del Comitato Scientifico dell’Associazione T6.

“Al contempo – aggiunge Cecconi – aspetti come il peso della fase di vendita, che costituisce la componente più rilevante del tempo complessivo dell’esecuzione, e i divari territoriali, mostrano che il percorso non è concluso, per cui è importante continuare a lavorare per accompagnare l’evoluzione del sistema”.

Sulla stessa linea Laura Pelucchi, Partner La Scala Società tra Avvocati e Referente della Commissione Esecuzioni Immobiliari dell’Associazione T6, secondo cui per il futuro sarà necessario “consolidare i risultati raggiunti e intervenire sui fattori che incidono maggiormente sulla durata delle procedure”, favorendo la diffusione delle buone pratiche già sperimentate con efficacia.

L’obiettivo indicato da T6 è quello di arrivare a un sistema delle esecuzioni “sempre più efficiente e omogeneo”, capace di garantire tempi ragionevoli e prevedibili, mantenendo al contempo qualità, efficacia e garanzie.

I numeri del 2025 restituiscono dunque un quadro a più velocità: la durata media continua a diminuire, soprattutto guardando alle procedure più recenti, ma la fase di vendita rimane il principale fattore di rallentamento e le differenze tra territori e tribunali restano significative. Per il comparto del credito e della gestione degli asset immobiliari, è proprio su questi snodi che si concentra una parte rilevante della sfida per rendere più efficiente la fase esecutiva.