Dalla Redazione Investor, servicer e debt buyer NPL e crediti deteriorati

KRUK, risultati primo semestre: utile netto a 555 milioni di PLN, 47% degli investimenti in Italia e quota di mercato al 55%

Il Gruppo KRUK chiude il primo semestre 2026 con risultati che confermano il ruolo dell’Italia tra i mercati strategici per il servicer e investitore polacco specializzato nella gestione dei crediti.

Nei primi sei mesi dell’anno il gruppo ha registrato un utile netto di 555 milioni di PLN, pari a circa 129 milioni di euro, in calo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. I recuperi dai portafogli di crediti acquistati sono invece saliti a 2,011 miliardi di PLN, circa 468 milioni di euro, con una crescita del 5% su base annua.

In aumento anche il cash EBITDA, che ha raggiunto 1,398 miliardi di PLN, pari a circa 325 milioni di euro, segnando un incremento dell’8%.

Il mercato italiano si conferma centrale nelle strategie di investimento di KRUK.

Dei 864 milioni di PLN, circa 201 milioni di euro, investiti dal gruppo nel primo semestre 2026, il 47% è stato destinato all’Italia, mentre il 31% è stato indirizzato alla Polonia.

Un dato che conferma il peso assunto dal nostro Paese nelle strategie di crescita del gruppo e che si accompagna a una presenza significativa sul mercato primario dei crediti unsecured retail.

Secondo le stime di KRUK, nel primo semestre l’offerta complessiva di portafogli unsecured retail, PMI e corporate in Italia ha superato i 6,3 miliardi di PLN, pari a circa 1,47 miliardi di euro di valore nominale.

La componente unsecured retail ha rappresentato 4,8 miliardi di PLN, circa 1,12 miliardi di euro.

È proprio sul segmento unsecured retail che emerge uno dei dati più rilevanti per il mercato italiano.

Nel primo semestre 2026 sono stati scambiati sul mercato secondario portafogli unsecured retail per 1,9 miliardi di PLN, circa 442 milioni di euro.

Sul mercato primario, invece, KRUK stima una propria quota pari al 55% della spesa complessiva relativa ai portafogli unsecured retail.

Il dato evidenzia il peso raggiunto dal gruppo nelle operazioni di cessione di crediti deteriorati e, più in generale, in un mercato italiano che continua a rappresentare uno dei principali bacini di investimento per gli operatori specializzati.

A sostenere la performance italiana è anche l’attività di recupero.

Nel primo semestre, le somme recuperate in Italia sono cresciute del 17%, confermando il contributo della piattaforma italiana alla generazione di risultati del gruppo.

“Destinare il 47% degli investimenti del Gruppo all’Italia rappresenta un’importante opportunità, ma anche una responsabilità”, ha dichiarato Tomasz Kurr, CEO di KRUK Italia, sottolineando come la crescita dei recuperi rifletta l’attività del team e l’obiettivo di trasformare il capitale investito in risultati sostenibili attraverso maggiore efficienza e una strategia di lungo periodo.

A livello consolidato, il fatturato totale del gruppo ha raggiunto nel semestre 1,572 miliardi di PLN, circa 366 milioni di euro, con una flessione del 2% rispetto all’anno precedente.

I ricavi derivanti dai portafogli di crediti acquistati si sono attestati a 1,436 miliardi di PLN, circa 334 milioni di euro, in calo dell’1% su base annua.

Il risultato netto ha risentito anche dell’andamento dei cambi. In particolare, l’indebolimento della valuta rumena rispetto all’euro ha avuto, secondo quanto comunicato dal gruppo, un impatto negativo di 59 milioni di PLN, pari a circa 13,7 milioni di euro, sui risultati del secondo trimestre.

Nonostante questo effetto, tutti i mercati del gruppo hanno contribuito positivamente all’EBITDA.

Sul fronte finanziario, KRUK mantiene una struttura caratterizzata da un livello di indebitamento considerato moderato.

Il rapporto tra indebitamento netto e cash EBITDA si è attestato a 2,6, mentre il ROE su base LTM ha raggiunto il 19%.

Una posizione che consente al gruppo di mantenere capacità di investimento in un mercato caratterizzato da una forte competizione per l’acquisto dei portafogli.

La società ha inoltre ripreso gli investimenti in Spagna e prevede una possibile crescita dell’offerta di portafogli nella seconda parte dell’anno, tradizionalmente più intensa sul fronte delle operazioni di compravendita di crediti.

Per KRUK la seconda parte del 2026 si apre quindi con l’obiettivo di sfruttare la propria capacità finanziaria per cogliere nuove opportunità di investimento, mantenendo come criterio prioritario la sostenibilità dei rendimenti.

Parallelamente, il gruppo sta portando avanti un processo di trasformazione organizzativa e tecnologica. A luglio è stata avviata in Polonia la prima versione del nuovo sistema operativo, che sarà successivamente estesa agli altri mercati.

Per l’Italia, il quadro appare particolarmente significativo: 47% degli investimenti complessivi del gruppo, recuperi in crescita del 17% e una quota stimata del 55% sul mercato primario unsecured retail.

Numeri che confermano il peso del nostro Paese nella strategia di KRUK e, più in generale, la rilevanza del mercato italiano per gli investitori specializzati nella gestione e acquisizione di portafogli di crediti.