Il primo trimestre del 2026 conferma un trend ormai evidente: le insolvenze continuano a salire, ma allo stesso tempo le imprese iniziano a intercettare prima i segnali di difficoltà. A dirlo è l’Osservatorio Procedure e Liquidazioni di Cerved, che racconta un sistema in fase di assestamento dopo gli anni straordinari.
Le procedure concorsuali gravi arrivano a 2.611 casi, con un aumento del 7,5% su base annua. Un dato che prosegue il percorso di ritorno verso livelli pre-pandemici. Accanto a questo, tornano a crescere anche le liquidazioni in bonis, che si attestano a 19.919 (+5%), segnale di un maggior ricorso a chiusure volontarie, spesso legate a riorganizzazioni o difficoltà non strutturali.
Il dato forse più interessante riguarda però gli strumenti di prevenzione: le “altre procedure” raggiungono quota 627 (+14%), spinte soprattutto dalle misure cautelari e protettive, sempre più utilizzate per intervenire nelle fasi iniziali della crisi.
Sul fronte dei settori, l’edilizia resta tra i più esposti, anche per l’effetto del ridimensionamento degli incentivi, mentre a livello geografico sono Centro (+18,7%) e Sud (+19,9%) a registrare gli incrementi più marcati. Lo studio di Cerved accende infine un faro sulle imprese più giovani: quelle con meno di cinque anni vedono crescere le procedure gravi del 46,2%, confermando un contesto sempre più selettivo in cui arrivare preparati fa la differenza.
Il primo trimestre del 2026 conferma un trend ormai evidente: le insolvenze continuano a salire, ma allo stesso tempo le imprese iniziano a intercettare prima i segnali di difficoltà. A dirlo è l’Osservatorio Procedure e Liquidazioni di Cerved, che racconta un sistema in fase di assestamento dopo gli anni straordinari.
Le procedure concorsuali gravi arrivano a 2.611 casi, con un aumento del 7,5% su base annua. Un dato che prosegue il percorso di ritorno verso livelli pre-pandemici. Accanto a questo, tornano a crescere anche le liquidazioni in bonis, che si attestano a 19.919 (+5%), segnale di un maggior ricorso a chiusure volontarie, spesso legate a riorganizzazioni o difficoltà non strutturali.
Il dato forse più interessante riguarda però gli strumenti di prevenzione: le “altre procedure” raggiungono quota 627 (+14%), spinte soprattutto dalle misure cautelari e protettive, sempre più utilizzate per intervenire nelle fasi iniziali della crisi.
Sul fronte dei settori, l’edilizia resta tra i più esposti, anche per l’effetto del ridimensionamento degli incentivi, mentre a livello geografico sono Centro (+18,7%) e Sud (+19,9%) a registrare gli incrementi più marcati. Lo studio di Cerved accende infine un faro sulle imprese più giovani: quelle con meno di cinque anni vedono crescere le procedure gravi del 46,2%, confermando un contesto sempre più selettivo in cui arrivare preparati fa la differenza.