L’intelligenza artificiale non è più solo un’opportunità, ma sta diventando la principale area di rischio per il settore bancario. Secondo una survey di BioCatch, società informatica specializzata nella prevenzione delle frodi digitali attraverso l’analisi comportamentale, l’84% dei manager a livello globale – e il 97% in Italia – vede negli agenti AI la vulnerabilità più critica nei prossimi 12 mesi.
Le frodi diventano più sofisticate e difficili da individuare, con quasi l’80% degli operatori che ammette la complessità nel distinguere tra attività legittime e malevole.
Nel frattempo crescono sia i tentativi di attacco che le perdite economiche, con l’Italia che registra dati ancora più elevati rispetto alla media globale.
Un paradosso evidente: mentre le banche investono in AI, le difese tradizionali rischiano di perdere efficacia e aumentano i rischi reputazionali legati a rimborsi e customer experience.
La risposta? La maggioranza degli intervistati ritiene che la condivisione di informazioni in tempo reale tra istituti possa migliorare la capacità di contrastare le frodi.
L’intelligenza artificiale non è più solo un’opportunità, ma sta diventando la principale area di rischio per il settore bancario. Secondo una survey di BioCatch, società informatica specializzata nella prevenzione delle frodi digitali attraverso l’analisi comportamentale, l’84% dei manager a livello globale – e il 97% in Italia – vede negli agenti AI la vulnerabilità più critica nei prossimi 12 mesi.
Le frodi diventano più sofisticate e difficili da individuare, con quasi l’80% degli operatori che ammette la complessità nel distinguere tra attività legittime e malevole.
Nel frattempo crescono sia i tentativi di attacco che le perdite economiche, con l’Italia che registra dati ancora più elevati rispetto alla media globale.
Un paradosso evidente: mentre le banche investono in AI, le difese tradizionali rischiano di perdere efficacia e aumentano i rischi reputazionali legati a rimborsi e customer experience.
La risposta? La maggioranza degli intervistati ritiene che la condivisione di informazioni in tempo reale tra istituti possa migliorare la capacità di contrastare le frodi.