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Giovani e credito: dopo i 30 anni arriva il vero salto

CRIF

L’accesso al credito cambia dopo i 30 anni. A dirlo è CRIF, che ha analizzato le posizioni debitorie dei giovani tra i 18 e i 40 anni mettendo in evidenza una differenza piuttosto netta tra le due fasce.

Nella prima fase della vita lavorativa, tra i 18 e i 30 anni, quando la posizione economica è ancora in consolidamento, i giovani restano più cauti: le rate mensili sono più basse, intorno ai 215 euro, e anche l’indebitamento complessivo rimane contenuto. Si tratta di un credito “di ingresso”, utilizzato soprattutto per gestire le spese senza esporsi troppo.

Dopo i 30 anni il quadro cambia. La rata media si allinea a quella del mercato, ma cresce soprattutto l’indebitamento medio, che arriva a sfiorare i 50mila euro per persona, il livello più alto tra tutte le fasce d’età.

È in questa fase che entrano in gioco le scelte più importanti, prima tra tutte la casa, con un maggiore ricorso ai mutui. Non a caso gli under 40 pesano per oltre la metà delle nuove erogazioni, a conferma di come il credito diventi sempre più uno strumento per sostenere decisioni di lungo periodo.