In un contesto in cui il mercato del credito è attraversato da profondi cambiamenti normativi e operativi, la capacità di aggiornarsi in modo continuo non è più un valore aggiunto, ma una necessità. La credit industry sta evolvendo rapidamente, richiedendo agli operatori competenze sempre più trasversali, capaci di integrare profili giuridici, strategici e gestionali.
È proprio su questa esigenza che si inserisce il prossimo CvSpringDay, in programma il 16 aprile a Milano, che dedicherà ampio spazio ai temi della gestione e tutela del credito lungo tutto il suo ciclo di vita. In particolare, la sessione pomeridiana si concentrerà su due momenti chiave: da un lato la prova della titolarità del credito, dall’altro le nuove logiche di gestione della crisi e gli strumenti di finanza a supporto.
Un percorso che riflette lo stesso approccio sviluppato all’interno del CvLab, il progetto formativo di Credit Village pensato per accompagnare i professionisti del settore con contenuti strutturati, aggiornati e fortemente orientati alla pratica.
Ne abbiamo parlato con l’Avvocato Cipolla, che modererà proprio nella sessione pomeridiana dell’evento.
Avvocato Cipolla, la sessione pomeridiana affronta temi molto tecnici ma estremamente attuali. Qual è il filo conduttore che lega i due panel e perché oggi è così importante parlarne in modo approfondito davanti a una platea di operatori del settore?
LC – Il filo conduttore, in estrema sintesi, è questo: parliamo sempre di credito, ma lo osserviamo in due momenti diversi della sua vita.
Nel primo panel ci concentriamo su un tema molto concreto, quello della prova della titolarità del credito, quindi sulla possibilità stessa di far valere quel credito in giudizio. Nel secondo, invece, ci spostiamo su una fase più evoluta, quella della gestione della crisi, dove il credito diventa uno strumento da utilizzare in modo strategico.
Oggi è importante affrontare questi temi insieme perché il contesto giuridico e normativo è cambiato. In particolare, anche a seguito dell’entrata in vigore del Codice della crisi e delle prassi che si stanno progressivamente consolidando, gli operatori devono essere sempre più qualificati, non solo sul piano tecnico ma anche su quello strategico.
Quello che vogliamo offrire alla platea è proprio questo: una lettura completa, che tenga uniti diritto e operatività. Un approccio che oggi richiede anche momenti di approfondimento strutturati e continuativi su queste tematiche, come quelli sviluppati all’interno del CV Lab, per accompagnare gli operatori in un contesto in rapida evoluzione.
La questione della prova della titolarità del credito è sempre più centrale, anche alla luce del crescente rigore giurisprudenziale. Dal suo osservatorio, quanto questo tema sta incidendo concretamente sull’attività di recupero crediti e quali sono oggi le criticità più rilevanti per gli operatori?
LC – È un tema che negli ultimi anni è diventato davvero centrale, e direi anche molto impattante nella pratica quotidiana.
Dal nostro osservatorio, per quello che vediamo ogni giorno, il livello di attenzione è cresciuto molto, soprattutto nei casi di cessione di crediti. Oggi non basta più dichiararsi titolari di un credito: è necessario dimostrarlo in modo estremamente preciso, con una documentazione solida e coerente, in un contesto giurisprudenziale spesso non uniforme.
Questo, concretamente, cosa significa? Significa che le attività di recupero possono rallentarsi. Le criticità principali stanno proprio qui: nella ricostruzione della catena delle cessioni, nella gestione delle eccezioni delle controparti e nella necessità di impostare la strategia in modo efficace ed efficiente sin dall’inizio.
Oggi il credito non deve solo esistere: deve essere “raccontato” e provato nel modo corretto.
Nel secondo panel si parlerà di composizione negoziata della crisi e di nuovi strumenti di finanza. Possiamo dire che si sta passando da una logica difensiva a una più strategica nella gestione del credito? Quali opportunità concrete si aprono per banche, imprese e investitori?
LC – Sì, il cambiamento c’è ed è abbastanza evidente.
Per molto tempo la gestione del credito è stata vissuta in modo difensivo, soprattutto nei contesti ADR. Oggi, invece, strumenti come la composizione negoziata consentono un approccio diverso e più strutturato.
Questo apre scenari interessanti per tutti gli attori coinvolti. Le banche possono gestire il loro intervento a favore delle imprese in crisi in modo più flessibile, le imprese hanno una possibilità concreta di uscire da situazioni di tensione e gli investitori trovano nuove opportunità di intervento, anche attraverso forme di finanza alternativa.
In questo senso, il credito smette di essere solo una criticità e diventa anche una leva per costruire soluzioni.
Se dovesse indicare ai partecipanti un motivo “chiave” per non perdere questa sessione pomeridiana, quale sarebbe? Cosa porteranno a casa in termini pratici?
LC – Se dovessi dirlo in modo semplice: perché parliamo di problemi attuali, che gli operatori stanno già affrontando ogni giorno.
Chi partecipa non porta a casa solo teoria, ma spunti molto concreti: su come gestire le contestazioni, su come impostare le strategie e su quali strumenti utilizzare oggi.
E poi, forse la cosa più importante, porta a casa un cambio di prospettiva. Capire che la gestione del credito oggi non può più essere solo tecnica o solo legale, ma deve essere sempre più integrata, consapevole del contesto in cui ci muoviamo e, soprattutto, innovativa. È lo stesso approccio che ritroviamo anche nei percorsi del CV Lab, nati per offrire ai professionisti strumenti concreti e aggiornati, con un taglio fortemente operativo.
Dalle parole dell’Avvocato Cipolla emerge con chiarezza un elemento: il credito non è più un tema che può essere affrontato in modo settoriale o frammentato. La crescente complessità normativa e operativa impone un cambio di passo, in cui competenze tecniche e visione strategica devono necessariamente dialogare.
In questo scenario, momenti di confronto come il CvSpringDay diventano occasioni fondamentali non solo per aggiornarsi, ma per costruire una lettura condivisa delle trasformazioni in atto. Allo stesso tempo, percorsi come quelli del CvLab rappresentano una risposta concreta all’esigenza di formazione continua, offrendo agli operatori strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide quotidiane.
È proprio in questo equilibrio tra aggiornamento, confronto e formazione che si gioca oggi una parte importante del futuro della credit industry.
In un contesto in cui il mercato del credito è attraversato da profondi cambiamenti normativi e operativi, la capacità di aggiornarsi in modo continuo non è più un valore aggiunto, ma una necessità. La credit industry sta evolvendo rapidamente, richiedendo agli operatori competenze sempre più trasversali, capaci di integrare profili giuridici, strategici e gestionali.
È proprio su questa esigenza che si inserisce il prossimo CvSpringDay, in programma il 16 aprile a Milano, che dedicherà ampio spazio ai temi della gestione e tutela del credito lungo tutto il suo ciclo di vita. In particolare, la sessione pomeridiana si concentrerà su due momenti chiave: da un lato la prova della titolarità del credito, dall’altro le nuove logiche di gestione della crisi e gli strumenti di finanza a supporto.
Un percorso che riflette lo stesso approccio sviluppato all’interno del CvLab, il progetto formativo di Credit Village pensato per accompagnare i professionisti del settore con contenuti strutturati, aggiornati e fortemente orientati alla pratica.
Ne abbiamo parlato con l’Avvocato Cipolla, che modererà proprio nella sessione pomeridiana dell’evento.
Avvocato Cipolla, la sessione pomeridiana affronta temi molto tecnici ma estremamente attuali. Qual è il filo conduttore che lega i due panel e perché oggi è così importante parlarne in modo approfondito davanti a una platea di operatori del settore?
LC – Il filo conduttore, in estrema sintesi, è questo: parliamo sempre di credito, ma lo osserviamo in due momenti diversi della sua vita.
Nel primo panel ci concentriamo su un tema molto concreto, quello della prova della titolarità del credito, quindi sulla possibilità stessa di far valere quel credito in giudizio. Nel secondo, invece, ci spostiamo su una fase più evoluta, quella della gestione della crisi, dove il credito diventa uno strumento da utilizzare in modo strategico.
Oggi è importante affrontare questi temi insieme perché il contesto giuridico e normativo è cambiato. In particolare, anche a seguito dell’entrata in vigore del Codice della crisi e delle prassi che si stanno progressivamente consolidando, gli operatori devono essere sempre più qualificati, non solo sul piano tecnico ma anche su quello strategico.
Quello che vogliamo offrire alla platea è proprio questo: una lettura completa, che tenga uniti diritto e operatività. Un approccio che oggi richiede anche momenti di approfondimento strutturati e continuativi su queste tematiche, come quelli sviluppati all’interno del CV Lab, per accompagnare gli operatori in un contesto in rapida evoluzione.
La questione della prova della titolarità del credito è sempre più centrale, anche alla luce del crescente rigore giurisprudenziale. Dal suo osservatorio, quanto questo tema sta incidendo concretamente sull’attività di recupero crediti e quali sono oggi le criticità più rilevanti per gli operatori?
LC – È un tema che negli ultimi anni è diventato davvero centrale, e direi anche molto impattante nella pratica quotidiana.
Dal nostro osservatorio, per quello che vediamo ogni giorno, il livello di attenzione è cresciuto molto, soprattutto nei casi di cessione di crediti. Oggi non basta più dichiararsi titolari di un credito: è necessario dimostrarlo in modo estremamente preciso, con una documentazione solida e coerente, in un contesto giurisprudenziale spesso non uniforme.
Questo, concretamente, cosa significa? Significa che le attività di recupero possono rallentarsi. Le criticità principali stanno proprio qui: nella ricostruzione della catena delle cessioni, nella gestione delle eccezioni delle controparti e nella necessità di impostare la strategia in modo efficace ed efficiente sin dall’inizio.
Oggi il credito non deve solo esistere: deve essere “raccontato” e provato nel modo corretto.
Nel secondo panel si parlerà di composizione negoziata della crisi e di nuovi strumenti di finanza. Possiamo dire che si sta passando da una logica difensiva a una più strategica nella gestione del credito? Quali opportunità concrete si aprono per banche, imprese e investitori?
LC – Sì, il cambiamento c’è ed è abbastanza evidente.
Per molto tempo la gestione del credito è stata vissuta in modo difensivo, soprattutto nei contesti ADR. Oggi, invece, strumenti come la composizione negoziata consentono un approccio diverso e più strutturato.
Questo apre scenari interessanti per tutti gli attori coinvolti. Le banche possono gestire il loro intervento a favore delle imprese in crisi in modo più flessibile, le imprese hanno una possibilità concreta di uscire da situazioni di tensione e gli investitori trovano nuove opportunità di intervento, anche attraverso forme di finanza alternativa.
In questo senso, il credito smette di essere solo una criticità e diventa anche una leva per costruire soluzioni.
Se dovesse indicare ai partecipanti un motivo “chiave” per non perdere questa sessione pomeridiana, quale sarebbe? Cosa porteranno a casa in termini pratici?
LC – Se dovessi dirlo in modo semplice: perché parliamo di problemi attuali, che gli operatori stanno già affrontando ogni giorno.
Chi partecipa non porta a casa solo teoria, ma spunti molto concreti: su come gestire le contestazioni, su come impostare le strategie e su quali strumenti utilizzare oggi.
E poi, forse la cosa più importante, porta a casa un cambio di prospettiva. Capire che la gestione del credito oggi non può più essere solo tecnica o solo legale, ma deve essere sempre più integrata, consapevole del contesto in cui ci muoviamo e, soprattutto, innovativa. È lo stesso approccio che ritroviamo anche nei percorsi del CV Lab, nati per offrire ai professionisti strumenti concreti e aggiornati, con un taglio fortemente operativo.
Dalle parole dell’Avvocato Cipolla emerge con chiarezza un elemento: il credito non è più un tema che può essere affrontato in modo settoriale o frammentato. La crescente complessità normativa e operativa impone un cambio di passo, in cui competenze tecniche e visione strategica devono necessariamente dialogare.
In questo scenario, momenti di confronto come il CvSpringDay diventano occasioni fondamentali non solo per aggiornarsi, ma per costruire una lettura condivisa delle trasformazioni in atto. Allo stesso tempo, percorsi come quelli del CvLab rappresentano una risposta concreta all’esigenza di formazione continua, offrendo agli operatori strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide quotidiane.
È proprio in questo equilibrio tra aggiornamento, confronto e formazione che si gioca oggi una parte importante del futuro della credit industry.