Novità sul fronte dell’affidamento dei crediti degli enti in dissesto ad AMCO. Sembra infatti che stia circolando una bozza dei decreti attuativi che dovranno definire nel dettaglio il ruolo della società pubblica nella riscossione dei crediti degli enti locali. Il testo, secondo le indiscrezioni, sarebbe attualmente al vaglio del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le anticipazioni, riportate dal Sole 24 Ore, indicano tra i punti principali l’obbligo per i Comuni con una riscossione coattiva inferiore al 17,5% di affidare i crediti ad AMCO, soglia che verrebbe calcolata sulla media degli ultimi tre anni. In caso contrario scatterebbe un taglio dei finanziamenti provenienti dal Fondo di solidarietà comunale, una misura tutt’altro che marginale che potrebbe mettere in difficoltà gli enti che non si adegueranno.

In caso di affidamento, AMCO potrà gestire l’intero portafoglio dei crediti dei Comuni per un periodo di cinque anni, rinnovabile per ulteriori cinque.

Secondo quanto emerge dalla bozza dei decreti attuativi, AMCO provvederà a definire contratti standard con gli enti locali, nei quali saranno specificati obblighi e servizi forniti. La società potrà inoltre avvalersi di concessionari privati iscritti all’albo per svolgere le attività operative di recupero.

La bozza definirebbe anche le soglie di remunerazione dei servicer: si partirebbe da circa l’1% nel caso in cui la riscossione si fermi all’8% del totale dei crediti affidati, fino ad arrivare al 19% nel caso in cui il recupero superi la metà dei crediti in gestione. Una quota della remunerazione, pari al 17,5%, resterebbe comunque ad AMCO per le attività di coordinamento e gestione.

Se confermate, queste disposizioni potrebbero aprire uno spazio di mercato rilevante per l’intera filiera della credit industry. I crediti tributari e patrimoniali degli enti locali rappresentano infatti masse estremamente ampie, spesso caratterizzate da elevata granularità e da modelli di gestione ancora poco industrializzati.

L’eventuale coinvolgimento di AMCO e di servicer specializzati potrebbe favorire una progressiva industrializzazione dei processi di recupero, introducendo modelli operativi, strumenti tecnologici e competenze tipiche del mercato dei crediti deteriorati bancari.

Non va inoltre sottovalutata la dimensione politico-istituzionale del tema: la riscossione dei tributi locali è storicamente uno degli ambiti più sensibili nel rapporto tra amministrazioni pubbliche e cittadini. L’introduzione di modelli più industriali di recupero potrebbe quindi aprire un dibattito non solo operativo, ma anche politico e istituzionale.

Resta tuttavia aperta una questione centrale: la gestione dei crediti degli enti locali potrà realmente trasformarsi in una nuova asset class per il mercato dei servicer oppure rimarrà prevalentemente un ambito di gestione pubblica coordinata da AMCO?

Un tema che potrebbe avere ricadute importanti per l’intero settore della gestione dei crediti e sul quale torneremo presto. Se ne parlerà anche nel corso di una tavola rotonda dedicata durante il prossimo CVSpringDay, in programma il 16 aprile a Milano.