Credito e consumatori Dalla Redazione ESG Investor, servicer e debt buyer Normativa e regolamentazione NPL e crediti deteriorati

Come sta cambiando il credit management? Sfide, rischi e opportunità per le imprese del settore

Intervista a Cristian Bertilaccio, Presidente di UNIREC

Il settore del credit management sta attraversando un momento di grande evoluzione normativa e tecnologica. Quali criticità, sfide e opportunità vede per le imprese associate?

C.B. Il settore è caratterizzato da forti spinte al cambiamento interne ed esterne legate sia al contesto macroeconomico che a una crescente attenzione da parte del regolatore, anche europeo, sui temi della gestione del credito. A questo si accompagna una sempre maggiore ruolo della tecnologia nei processi operativi. L’infrastruttura tecnologica diventa essenziale anche per soddisfare la richiesta di standard qualitativi sempre più elevati, i requirement di sicurezza informatica e di processi di controllo su più livelli.

In questo ambito, occorrerà comprendere l’impatto sul settore della applicazione di soluzioni basate sull’IA.

Solo l’anno scorso abbiamo registrato l’utilizzo di questa nuova tecnologia da parte del 41% delle nostre associate. In parallelo cambia anche il quadro normativo, e l’entrata in vigore della normativa SMD è stata seguita confrontandoci direttamente con le istituzioni deputate al suo recepimento nel nostro Paese. L’impatto positivo della normativa – il cui obiettivo primario era lo sviluppo del mercato secondario a livello europeo – non è ancora riscontrabile in Italia, ad oggi vi sono solamente due società iscritte nell’albo ex art. 114.6 TUB, entrambe hanno avuto un’iscrizione per l’applicazione del passporting di una licenza ottenuta in altro Stato UE. Nel 2024 abbiamo registrato un balzo del +10%, di importi affidati in Conto Terzi, arrivando a 191 miliardi di euro, di questi, gli importi effettivamente recuperati sono cresciuti del +23% rispetto all’anno precedente, mostrando così un settore solido e in continua crescita. Siamo quindi fiduciosi che, alla luce di nuove possibili sfide, saremo pronti per aiutare e sostenere l’economia del nostro Paese.

UNIREC negli ultimi anni ha lavorato molto sulla reputazione del settore. Ritiene sia un’attività conclusa o c’è ancora da lavorare, secondo lei, su questo fronte? 


C.B. UNIREC ha sempre prestato attenzione al tema, basti pensare al fatto che la nascita della cooperazione strutturate con le Associazioni dei consumatori risale a oltre 10 anni fa. È nel 2014 infatti che viene istituita la Fondazione Forum UNIREC-Consumatori, che ha dato via a una auto, anzi a una coregolamentazione del settore, anche al fine di rendere edotti i consumatori sulla attività svolta dalle imprese di gestione del credito. È la disinformazione, veicolata anche tramite social, sulla attività che le nostre aziende svolgono a rimanere una criticità, un vulnus che mina la reputazione del settore,

Anche per questo, negli ultimi anni, l’attenzione è stata focalizzata sull’educazione finanziaria, anche con il progetto delle Videopillole, utile per qualsiasi cittadino che si interfacci con il mondo del recupero del credito, dal primo contatto telefonico, ad altri possibili scenari. L’ obiettivo perseguito è far comprendere che il dialogo con le aziende di gestione del credito ha lo scopo di contribuire alla risoluzione di situazioni di difficoltà: è quindi fondamentale saper interfacciarsi con chi lavora nel settore, comprendere che la nostra è una funzione di consulenza e supporto.

Ovviamente ci impegniamo ogni giorno per assicurarci che anche i nostri addetti facciano propria una cultura della gestione responsabile del credito, applicando il Codice di Condotta adottato dal Forum UNIREC-Consumatori, asset importante per tutta l’industria della gestione del credito; l’impegno è quello di valorizzare le buone pratiche e contrastare con decisione i comportamenti che danneggiano l’immagine dell’intero comparto.
Lavoriamo continuamente sulla reputazione dell’Industry poiché la percezione pubblica richiede un impegno costante, fatto di trasparenza, professionalità e dialogo con tutti gli stakeholder.

Come immagina il ruolo delle imprese associate all’interno del nuovo scenario delineato dalla Secondary Market Directive e dalle nuove linee ESG europee?

C.B. La normativa SMD è stata recepita dal nostro sistema Paese relativamente da poco; quindi, bisognerà ancora capirne gli sviluppi nel mercato attraverso i riscontri delle nostre Associate. Sicuramente sarà però importante per le imprese essere adeguatamente strutturate, orientate alla qualità operativa e alla piena conformità normativa. Il loro ruolo sarà sempre più quello di partner affidabili dei committenti, capaci di integrare competenze specialistiche, tecnologie evolute e standard etici elevati a beneficio dell’intero sistema.

UNIREC da anni mette in atto pratiche di governance, trasparenza, etica e tutela del consumatore che ricalcano molte delle logiche ESG, un esempio è l’impegno delle associate di rispettare il Codice di condotta del Forum UNIREC-Consumatori, come già detto, che definisce standard comuni di comportamento dei professionisti del comparto, tenendo in considerazione, dato anche l’ultimo aggiornamento avvenuto quest’anno, della sostenibilità nell’utilizzo delle nuove tecnologie come l’AI. Anche in ambito sociale c’è da mettere in luce l’impegno degli ultimi anni del Forum nel promuovere l’educazione finanziaria nel Paese.

I criteri ESG sono parte integrante della cultura aziendale della gran maggioranza delle nostre aziende: si tratta di tematiche che vengono sviluppate spesso singolarmente dalle Associate ma su cui stiamo valutando iniziative concrete anche come associazione.

 Il tema della formazione e della qualificazione professionale è sempre più centrale. Ha già in mente iniziative specifiche su questo fronte? 

C.B. L’impegno della Associazione sulla formazione è sempre stato costante e concreto, promuoviamo ogni anno diversi corsi di formazione per riuscire ad avere così del personale altamente qualificato, che sia in grado di comprendere il settore e saper gestire il lavoro in maniera sostenibile ed etica. Dal nostro ultimo rapporto annuale, risulta che nel 2024 le ore di formazione erogate dalle imprese associate UNIREC sono aumentate di circa il 60% rispetto al 2023. Per i prossimi anni sicuramente porteremo avanti diverse iniziative, con un occhio di riguardo all’innovazione, come l’IA, e ai cambiamenti normativi.

Cosa ne pensa dell’affidamento dei crediti degli enti locali ad Amco come da progetto nella nuova legge di bilancio? In particolare, che spazi resteranno ai service iscritti alla sezione 2° – Soggetti che svolgono esclusivamente le funzioni e le attività di supporto propedeutiche all’accertamento e alla riscossione delle entrate degli enti locali e delle società da essi partecipate – del MEF?

C.B.  L’Associazione guarda con favore all’impianto introdotto dall’articolo 118 del Disegno di Legge di bilancio 2026, che va nella direzione di render piu’ efficiente la riscossione degli enti locali, i cui crediti ammontano all’incirca a 42 miliardi, (sui 1.273 miliardi di euro dell’intero magazzino fiscale) con un numero di singoli crediti che supera i 110 milioni, e di ridurre l’ingente magazzino dei crediti erariali.

Tuttavia, per rendere l’intervento davvero efficace, in ragione dei volumi ingenti – ricordiamo che il settore lo scorso anno ha gestito circa 50 milioni pratiche – riteniamo che sarebbe opportuno mettere a valore l’intera filiera della gestione del credito, composta da operatori che garanti­scono solidità patrimoniale, requisiti organizzativi stringenti, esperienza nel recupero coattivo e standard elevati di tutela del debitore.

Per questo UNIREC richiede, da un canto, di ampliare il perimetro dei soggetti cui AMCO può rivolgersi, includendo – oltre ai soggetti iscritti all’albo ex art. 53, prima sezione – anche la seconda sezione, dove operano le imprese 115 TULPS che svolgono attività propedeutiche e di supporto alla riscossione.

Dall’altro, di consentire che, tramite gara, AMCO possa affidare parte delle attività non solo ai riscossori dell’albo 53, ma anche alle società vigilate ex art. 106 e 114 TUB, e che queste possano esternalizzare parte dei servizi alle 115 TULPS, mantenendone la piena responsabilità e il controllo.

L’esperienza degli ultimi dieci anni sui crediti deteriorati bancari ha dimostrato che la gestione specializzata dei servicer, l’intervento di operatori vigilati, l’industrializzazione dei processi e la presenza di player strutturati a supporto sono stati la chiave per un successo che l’Europa ci riconosce.

Oggi quella stessa expertise può essere messa al servizio dello Stato, soprattutto in una partnership pubblico–privato che punta a recuperi più efficaci, riduzione delle perdite per l’erario, maggiore equilibrio dei conti pubblici e minore necessità di interventi straordinari a copertura dei mancati incassi.

Per questo riteniamo che un intervento normativo che ampli la platea degli operatori coinvolti sarebbe non solo coerente con l’obiettivo del legislatore, ma necessario per assicurare il livello di competenze, capacità operative e qualità del servizio richiesto.

C’è un messaggio che vorrebbe lanciare oggi alle imprese associate, in questo momento di passaggio e rinnovamento per l’associazione?

C.B. Sono orgoglioso di ricoprire questo ruolo, il mio auspicio è di guidare e accompagnare l’evoluzione e crescita ulteriore dell’Associazione. UNIREC porta nel suo stesso nome la sua vocazione: “UNIRE la filiera del Credito”. Confermo il mio obiettivo primario che sarà quello di rappresentare al meglio le istanze dell’Industry in uno scenario economico finanziario e sociale in continua evoluzione, seguendo il mio programma Unire per evolvere.

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