Un concetto è lampante: la credit industry è destinata ad evolversi. Non è più solo una questione di NPL, ma di nuovi equilibri tra banche, investitori e asset class diverse, in un contesto sempre più complesso e interconnesso.

La riduzione progressiva degli NPL in Italia, dopo i massimi storici del 2015, sta spingendo il settore verso nuove frontiere, in un’evoluzione continua che corre a una velocità tale da far sembrare i decenni delle vere e proprie ere. In questo contesto, la domanda sorge spontanea: qual è la vera carta vincente per le aziende del settore nel prossimo futuro?

L’NPL è un mercato che continua a essere importante, ma si è stabilizzato e oggi le banche lavorano in modo molto più focalizzato e preciso”, spiega Gabriele Guggiola, Partner PwC Italia Financial Services, che modererà la tavola rotonda di apertura del prossimo CVSpring Day, in programma il 16 aprile a Palazzo Mezzanotte a Milano. Un cambio di passo evidente rispetto agli anni della crisi, quando le cessioni avvenivano su larga scala e con logiche più aggregate.

Oggi, però, il tema del credito si amplia: l’apertura verso nuove asset class e nuovi modelli di collaborazione. “Le banche vogliono continuare a erogare credito, ma non vogliono più tenersi tutto il rischio a bilancio – sottolinea Guggiola – gli investimenti più rischiosi sono spesso anche i più remunerativi, ma oggi non è più possibile sostenerli in autonomia perché l’attenzione alla qualità del credito è molto più elevata”.

Un passaggio che non è solo strategico, ma strutturale. “Si è creato un ecosistema fatto di SGR, investitori, servicer e asset manager che oggi può essere messo al servizio di ambiti diversi dagli NPL”. È proprio all’interno di questo ecosistema che si gioca la partita dei prossimi anni e in cui sarà necessario rivedere i paradigmi: se i volumi di NPL sono destinati a rimanere stabili, la vera sfida sarà individuare nuove direttrici di sviluppo, anche attraverso strumenti alternativi come il private credit.

Abbiamo attraversato quattro grandi shock negli ultimi anni – dal Covid alla crisi energetica, fino alla guerra in Ucraina – e ogni volta ci si aspettava un aumento significativo degli NPL che, di fatto, non si è verificato”, evidenzia Guggiola. “Erano situazioni completamente nuove, senza precedenti recenti, e anche oggi, con il conflitto in Medio Oriente che potrebbe avere riflessi anche sul fronte energetico, è molto difficile prevedere con certezza quali saranno gli effetti sul credito nel medio-lungo termine. In uno scenario di questo tipo, il private credit potrebbe assumere un ruolo sempre più rilevante nell’affiancare le banche nella gestione del rischio e nel finanziamento dell’economia reale”.

In questo scenario si inserisce il confronto del CVSpring Day, che riunirà a Milano banche, SGR, investitori, agenzie di rating e operatori specializzati per una lettura trasversale del mercato. Ad aprire i lavori sarà il keynote speech di Chiara Lombardi, Partner – Private Credit Solutions PwC United Kingdom, mentre al tavolo interverranno rappresentanti di Moody’s Ratings, UniCredit, BNL BNP Paribas, Banco BPM, Clessidra Capital Credit S.G.R., Bayview Asset Management e Guber Banca.

Quest’anno abbiamo davvero tutti i soggetti attorno al tavolo: è un’occasione per guardare il credito da tutte le angolazioni”, conclude Guggiola.

Lo sguardo, inevitabilmente, è rivolto al futuro. Il punto chiave sarà capire come evolverà il mercato e quanto crescerà il private credit anche in affiancamento o in partnership col credito tradizionale.

Ci vediamo il 16 aprile a Palazzo Mezzanotte!