Un calo degli incassi del 65% rispetto al mese precedente, pari a circa 180 milioni di euro in meno rispetto a dicembre 2025. È questo il quadro che emerge dai dati sul recupero dei crediti deteriorati in Italia relativi a gennaio 2026, secondo un’analisi di Scope Ratings sull’andamento degli incassi dei portafogli NPL cartolarizzati nel mercato italiano.
Il rallentamento di inizio anno non è una sorpresa. Gli effetti stagionali si sono ripresentati anche nel 2026, con un calo persino più marcato rispetto alla media degli ultimi tre anni, che si aggira intorno al -60% tra dicembre e gennaio.
Guardando alle serie storiche, però, la performance di gennaio appare comunque debole. Gli incassi risultano infatti inferiori di circa il 40% rispetto alla media dei mesi di gennaio del triennio precedente.
Il rallentamento ha interessato tutte le principali strategie di recupero. I proventi giudiziari sono diminuiti del 50%, pari a circa 57 milioni di euro in meno, mentre gli incassi da DPO sono scesi del 74%, con una riduzione di 47 milioni di euro. Quasi azzerati invece i proventi derivanti dalla vendita di asset, in calo del 98% (circa 25 milioni di euro).
Nel complesso, il dato di gennaio riflette una combinazione di stagionalità e di minore attività di recupero, in un contesto in cui già a dicembre 2025 il tasso di recupero si era fermato intorno all’8%, al di sotto della media triennale.
Un calo degli incassi del 65% rispetto al mese precedente, pari a circa 180 milioni di euro in meno rispetto a dicembre 2025. È questo il quadro che emerge dai dati sul recupero dei crediti deteriorati in Italia relativi a gennaio 2026, secondo un’analisi di Scope Ratings sull’andamento degli incassi dei portafogli NPL cartolarizzati nel mercato italiano.
Il rallentamento di inizio anno non è una sorpresa. Gli effetti stagionali si sono ripresentati anche nel 2026, con un calo persino più marcato rispetto alla media degli ultimi tre anni, che si aggira intorno al -60% tra dicembre e gennaio.
Guardando alle serie storiche, però, la performance di gennaio appare comunque debole. Gli incassi risultano infatti inferiori di circa il 40% rispetto alla media dei mesi di gennaio del triennio precedente.
Il rallentamento ha interessato tutte le principali strategie di recupero. I proventi giudiziari sono diminuiti del 50%, pari a circa 57 milioni di euro in meno, mentre gli incassi da DPO sono scesi del 74%, con una riduzione di 47 milioni di euro. Quasi azzerati invece i proventi derivanti dalla vendita di asset, in calo del 98% (circa 25 milioni di euro).
Nel complesso, il dato di gennaio riflette una combinazione di stagionalità e di minore attività di recupero, in un contesto in cui già a dicembre 2025 il tasso di recupero si era fermato intorno all’8%, al di sotto della media triennale.