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AI nel credito: molti progetti ma poco valore, il 2026 può essere l’anno della maturità

Un anno che potrebbe rappresentare una vera chiave di volta per l’utilizzo dell’AI nel settore finanziario. A dirlo è la ricerca “Global Insights 2026: Predictions for Credit and Fraud Risk” pubblicata da Experian, che mette in luce un dato piuttosto significativo: il 95% dei progetti di intelligenza artificiale generativa non sta ancora producendo un valore misurabile.

Nonostante questo, il settore continua a investire con decisione. Negli ultimi due anni gli investimenti globali in AI si sono quadruplicati e ormai circa il 75% delle grandi banche utilizza componenti di intelligenza artificiale nei processi di erogazione del credito, tra valutazione del rischio, onboarding digitale e prevenzione delle frodi.

Il 2026 potrebbe però segnare un passaggio importante anche sul piano normativo. Da agosto entrerà pienamente in vigore l’EU AI Act, mentre in primavera sono attese le nuove linee guida di Banca d’Italia dedicate proprio all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore finanziario.

Secondo l’analisi di Experian, l’86% delle istituzioni finanziarie si aspetta un rafforzamento dei controlli regolamentari, mentre cresce l’attenzione verso governance dei modelli, qualità dei dati e integrazione degli strumenti di risk management.