Quali sono le caratteristiche del portafoglio che emergono nell’ambito della gestione di fornitori Piccole e Medie Utilities e come cambiano le esigenze rispetto ai Big Player?
A.A. Il portafoglio delle Piccole e Medie Utilities presenta alcune peculiarità ricorrenti. In primo luogo, vi è una maggiore frammentazione dei crediti, con volumi più contenuti ma caratterizzati da un’elevata eterogeneità in termini di tipologia di utenza, comportamento di pagamento e composizione geografica. A differenza dei Big Player, che dispongono di strutture interne più mature e processi standardizzati, le PMI Utilities manifestano spesso l’esigenza di un supporto consulenziale più vicino, sia nella definizione delle strategie di recupero sia nell’impostazione dei flussi informativi e documentali. Un altro elemento chiave è la variabilità qualitativa del dato: le PMI possono avere sistemi più datati o meno integrati, e questo richiede un approccio di gestione del credito più flessibile, capace di adattarsi a formati e livelli di dettaglio diversi. Inoltre, la loro esposizione finanziaria a singoli periodi di insoluto è più sensibile, per cui si aspettano tempi di monetizzazione più rapidi e un recupero più direttamente misurabile rispetto ai grandi operatori.
Rispetto a questa fetta di mercato, come è organizzata la due diligence e l’acquisto crediti?
A.A. Nel segmento delle Piccole e Medie Utilities, Callmia adotta un modello di due diligence snello ma strutturato, basato su analisi predittive che, tramite un collection score proprietario, consentono di analizzare e segmentare il portafoglio affidato in funzione della probabilità di recupero. La valutazione si concentra sulla qualità del dato, sull’allineamento contrattuale e documentale, sullo storico dei pagamenti e delle azioni già intraprese. L’integrazione tra dati disponibili e modelli predittivi permette di stimare correttamente la recuperabilità delle posizioni e di definire un pricing coerente. Per l’acquisto dei crediti, generalmente non si ricorre a gare strutturate, ma a un processo di chiamata diretta che coinvolge un numero ristretto di operatori specializzati. L’aggiudicazione avviene sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutata anche in funzione della capacità del player di valorizzare il portafoglio e di garantire velocità di esecuzione e solidità operativa.
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A.A. Il portafoglio delle Piccole e Medie Utilities presenta alcune peculiarità ricorrenti. In primo luogo, vi è una maggiore frammentazione dei crediti, con volumi più contenuti ma caratterizzati da un’elevata eterogeneità in termini di tipologia di utenza, comportamento di pagamento e composizione geografica. A differenza dei Big Player, che dispongono di strutture interne più mature e processi standardizzati, le PMI Utilities manifestano spesso l’esigenza di un supporto consulenziale più vicino, sia nella definizione delle strategie di recupero sia nell’impostazione dei flussi informativi e documentali. Un altro elemento chiave è la variabilità qualitativa del dato: le PMI possono avere sistemi più datati o meno integrati, e questo richiede un approccio di gestione del credito più flessibile, capace di adattarsi a formati e livelli di dettaglio diversi. Inoltre, la loro esposizione finanziaria a singoli periodi di insoluto è più sensibile, per cui si aspettano tempi di monetizzazione più rapidi e un recupero più direttamente misurabile rispetto ai grandi operatori.
Rispetto a questa fetta di mercato, come è organizzata la due diligence e l’acquisto crediti?
A.A. Nel segmento delle Piccole e Medie Utilities, Callmia adotta un modello di due diligence snello ma strutturato, basato su analisi predittive che, tramite un collection score proprietario, consentono di analizzare e segmentare il portafoglio affidato in funzione della probabilità di recupero. La valutazione si concentra sulla qualità del dato, sull’allineamento contrattuale e documentale, sullo storico dei pagamenti e delle azioni già intraprese. L’integrazione tra dati disponibili e modelli predittivi permette di stimare correttamente la recuperabilità delle posizioni e di definire un pricing coerente. Per l’acquisto dei crediti, generalmente non si ricorre a gare strutturate, ma a un processo di chiamata diretta che coinvolge un numero ristretto di operatori specializzati. L’aggiudicazione avviene sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutata anche in funzione della capacità del player di valorizzare il portafoglio e di garantire velocità di esecuzione e solidità operativa.
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