Credito e consumatori Dalla Redazione Investor, servicer e debt buyer NPL e crediti deteriorati

Intervista a Paolo Zago, Direttore Generale di Hera Partecipazioni One

Ing. Zago, come descriverebbe lo stato attuale del mercato dei crediti deteriorati in Italia?

Negli ultimi dieci anni il mercato italiano dei crediti deteriorati ha attraversato una profonda trasformazione. Dal picco registrato nel 2015, quando lo stock di NPE nel sistema bancario raggiungeva circa 361 miliardi di euro di esposizioni lorde, si è passati a una riduzione di oltre l’85% nel 2025 arrivando ad uno stock gestito dai servicer di 220 miliardi. La diminuzione dello stock gestito dalle banche è stata favorita anche dall’introduzione di strumenti di supporto pubblico come le garanzie GACS. Parallelamente, si è sviluppato un ecosistema strutturato di investitori e servicer che oggi gestisce volumi molto rilevanti di portafogli, segnando il passaggio da una fase emergenziale a un mercato maturo e industrializzato.

Come vede il ruolo del servicer specializzato nel mercato dei crediti deteriorati?

Il servicer specializzato assume un ruolo sempre più centrale, ma con un perimetro che va chiarito. Non si tratta solo di gestire portafogli classificati come UTP o NPL, bensì di comprendere la natura economica e tecnica degli asset sottostanti. Con il 16% dello stock concentrato sul Construction, spesso fuori dai grandi centri, l’operatore deve saper andare oltre l’etichetta formale del credito e utilizzare, in modo integrato, tutti gli strumenti disponibili – dalla gestione giudiziale alle aste, fino all’assegnazione e a soluzioni negoziali – per massimizzare la valorizzazione effettiva dell’asset.

In questo contesto, quali sono nel breve periodo le principali direttrici di sviluppo per Héra Partecipazioni One?

Se l’espansione verso crediti erariali, utility ed estero rappresenta una naturale evoluzione dei servicer più grandi che hanno necessità di trovare nuove linee di ricavo, la nostra principale leva interna rimane la specializzazione: è infatti fondamentale distinguere tra il recupero di un credito garantito da un immobile completato e la gestione di esposizioni legate a progetti incompiuti o cantieri bloccati, operazioni che richiedono competenze di progettazione, gestione dei permessi, dialogo con la Pubblica Amministrazione e la capacità di attivare operatori specialisti, anche in equity.

Qual è il vostro approccio alla valorizzazione di asset non performing con sottostante immobiliare?

Abbiamo standardizzato il processo attraverso procedure operative definite ma crediamo fortemente in un approccio tailor made. La nostra specializzazione riguarda NPE secured con sottostante immobiliare, in particolare cantieristica e cantieri fermo: in questo contesto, le competenze specifiche diventano determinanti.

La nostra attività di due diligence è approfondita e multidimensionale: non si limita alla redazione di business plan o alla valutazione degli aspetti fiscali, ma comprende anche la capacità di dialogare con i Comuni per la verifica e l’eventuale aggiornamento dei titoli urbanistici necessari alla prosecuzione del cantiere. Inoltre, prevede l’attivazione dell’indotto locale, coinvolgendo professionisti già operanti nel cantiere che, pur vantando un credito nei suoi confronti, possiedono la conoscenza più diretta e dettagliata del progetto. Questo approccio consente di ottimizzare tempi e costi nella valorizzazione dell’asset, massimizzando l’efficienza operativa.

Qual è la visione di lungo termine per Héra Partecipazioni One?

La nostra visione è quella di rafforzare il posizionamento come operatore specializzato nella gestione di Npe Secured con sottostante immobiliare, contribuendo in modo concreto alla valorizzazione di asset difficili. Questo significa lavorare in collaborazione con investitori, servicer, istituzioni e operatori tecnici, ciascuno nel proprio ruolo, con un approccio industriale orientato alla sostenibilità economica delle operazioni e alla creazione di valore nel medio-lungo periodo, piuttosto che alla semplice gestione dello stock esistente. Allo stesso tempo guardiamo al futuro con l’ambizione di voler applicare la nostra metodologia ad altre situazioni complesse nel segmento Corporate Distressed, consapevoli di dover creare un modello organizzativo ed operativo ad hoc.

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