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Oltre l’AI: come automazione e sicurezza IT stanno ridisegnando il recupero crediti

Le leve di trasformazione del settore, i trend emergenti e il nuovo ruolo, che rimane insostituibile, delle persone. Modello e visione di CRIBIS Credit Management nell’intervista a Samuele Corrado, Process Innovation Senior Manager

Il recupero crediti ha già compiuto un primo passo verso la trasformazione digitale grazie all’adozione dell’Intelligenza Artificiale (AI), che ha reso i processi più predittivi e data-driven. Tuttavia, il percorso non si ferma qui: la vera sfida oggi è integrare automazione intelligente, sicurezza IT e nuove tecnologie per creare un ecosistema flessibile, efficiente e conforme alle normative. Ne abbiamo parlato insieme con Samuele Corrado, Process Innovation Senior Manager di CRIF.

Quali sono le nuove leve di trasformazione nel settore?

S.C. Dopo aver introdotto modelli predittivi e tecniche di Natural Language Processing (NLP) per segmentare i portafogli e personalizzare le strategie di contatto, come CRIBIS Credit Management stiamo evolvendo verso processi end-to-end, dove automazione e sicurezza IT sono centrali. L’obiettivo è passare da un modello predittivo a uno adattivo, capace di reagire in tempo reale alle dinamiche di mercato e alle esigenze dei Clienti.

Questo cambiamento nasce dalla crescente volatilità del mercato, che rende insufficiente l’affidarsi esclusivamente a dati storici. Inoltre, i Clienti richiedono una personalizzazione continua, che non si limiti a previsioni statiche ma sappia adattarsi alle loro necessità in evoluzione. Un approccio adattivo consente anche di ridurre il rischio operativo, anticipando criticità e correggendo le strategie prima che diventino problematiche. Reagire in tempo reale significa migliorare la competitività e ridurre il time-to-market, cogliendo opportunità prima della concorrenza. Infine, l’integrazione con l’automazione richiede modelli capaci di aggiornarsi autonomamente, senza interventi manuali, per garantire efficienza e scalabilità.

In questa evoluzione, la sicurezza è un fattore imprescindibile: senza presidi robusti, la digitalizzazione rischia di esporre dati sensibili. Per questo CRIBIS Credit Management investe in architetture Zero Trust, crittografia end-to-end e monitoraggio continuo, garantendo compliance con AI Act e GDPR. Non si tratta solo di tecnologia, ma di costruire fiducia verso Clienti e stakeholder.

Siete stati tra i pionieri nell’introduzione dell’AI nel credit management quali benefici concreti avete portato ai vostri Clienti?

S.C. I benefici ottenuti con l’adozione dell’intelligenza artificiale nei nostri processi sono tangibili. Li sintetizzo in una riduzione dei costi operativi fino al 30%, un aumento della velocità di esecuzione del 50% e un miglioramento del tasso di successo delle campagne grazie alla scelta ottimale di canali, orari e tono comunicativo. Con oltre 12 milioni di conversazioni analizzate ogni anno, CRIBIS Credit Management ha trasformato il dato in un asset strategico, capace di guidare decisioni e ottimizzare le risorse.

La digitalizzazione può portare però anche nuove vulnerabilità: quali strategie adottate per garantire cybersecurity e compliance?

S.C. La digitalizzazione è oggi un fattore chiave per accelerare l’efficienza e innovare i processi di credit management. Tuttavia, questa evoluzione introduce nuove possibili vulnerabilità che non possono essere ignorate. Per affrontare queste sfide, CRIBIS Credit Management ha adottato un approccio integrato che combina sicurezza informatica e conformità normativa, due pilastri indispensabili per garantire resilienza e fiducia.

Sul fronte cybersecurity, l’azienda ha implementato misure che vanno oltre la protezione di base. Il monitoraggio continuo delle infrastrutture consente di individuare tempestivamente anomalie e minacce, mentre l’autenticazione multi-fattore riduce il rischio di accessi non autorizzati. A queste si aggiungono la crittografia dei dati, sia in transito che a riposo, e procedure strutturate di incident response, pensate per intervenire rapidamente in caso di violazione e minimizzare l’impatto operativo.

Parallelamente, la compliance è gestita attraverso una governance algoritmica chiara, che prevede supervisione umana su ogni decisione critica, in linea con i principi dell’AI Act. Tutti i processi sono auditabili e tracciabili, garantendo trasparenza e accountability. Le policy interne vengono costantemente aggiornate per rispondere alle evoluzioni normative, mentre la formazione continua del personale assicura consapevolezza e responsabilità nell’uso delle tecnologie.

Ha accennato alla formazione delle persone. Come cambia il loro ruolo nel contesto di evoluzione tecnologica e quali competenze chiave state sviluppando?

S.C. L’automazione non è un sostituto delle persone, ma un alleato strategico. Il suo valore non consiste nel sostituire il contributo umano, ma nel liberarlo dai vincoli delle attività ripetitive e a basso impatto, permettendo agli operatori di concentrarsi su ciò che realmente genera vantaggio competitivo: la capacità di interpretare contesti complessi, prendere decisioni informate e costruire relazioni di fiducia. In un ecosistema sempre più digitale, il fattore umano rimane insostituibile proprio perché porta con sé intuizione, empatia e capacità di adattamento. L’automazione, quindi, non riduce il ruolo delle persone, ma lo eleva, trasformando il lavoro da esecutivo a strategico.

CRIBIS Credit Managament ha avviato programmi di upskilling e reskilling per sviluppare competenze solide in ambiti come la data analysis, la cybersecurity e l’interpretazione degli insight. Emergono nuove figure professionali come l’AI Trainer, il Data Analyst o il Customer Experience Specialist, mentre la cultura aziendale si evolve verso il paradigma “Human + AI”. Questo approccio non è solo tecnologico, ma culturale: significa creare un ambiente in cui persone e algoritmi collaborano per generare valore.

Guardando al futuro, quali trend ritiene più impattanti per il settore e perché?

S.C. Come CRIBIS Credit Management vediamo cinque tendenze principali che plasmeranno il futuro del Credit Management:

  1. AI Generativa
    Non solo analisi predittiva, ma capacità di creare contenuti, sintetizzare documenti e supportare decisioni strategiche.
  2. Cybersecurity avanzata
    Sistemi di difesa adattiva che evolvono in base alle minacce, per proteggere dati sensibili e garantire continuità operativa.
  3. Servizi proattivi basati su insight real-time
    Anticipare le esigenze del cliente prima che si manifestino, grazie a dati e algoritmi predittivi.
  4. Collaborazione uomo-macchina
    L’AI non sostituisce, ma affianca i professionisti, migliorando decisioni e produttività.
  5. Governance algoritmica evoluta
    Regole e controlli sempre più sofisticati per garantire trasparenza, etica e fiducia nell’uso dell’AI.

In sintesi, il futuro del credit management sarà guidato da un equilibrio tra tecnologia e fattore umano, dove innovazione e fiducia cammineranno insieme ed è in quest’ottica che, come CRIBIS Credit Management, orientiamo i nostri costanti investimenti e l’impegno quotidiano dei nostri team al servizio dei Clienti.

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