Un confronto aperto sullo stato dell’arte di quello che oggi è lo strumento di finanza strutturata più discusso nella credit industry, utile alla diversificazione dell’attività del settore.
Il CvSecuritisationDay, che si è tenuto ieri a Milano presso la Fondazione Cariplo e organizzato da Credit Village, ha replicato il successo della prima edizione, a conferma di quanto il dibattito sia in corso e necessario per rimanere competitivi nel mercato.
In apertura della giornata, a fare il quadro sulla situazione attuale è stato Giovanni Tria, Economista ed ex Ministro dell’Economia e delle Finanze, che ha portato una visione di un’Europa che fatica ancora a pensarsi davvero unita sul piano economico. In un contesto in cui sono gli stessi Stati Uniti a mettere in discussione il ruolo del dollaro, si entra in un nuovo scenario: “Il ruolo dell’euro, in questo momento, non si può basare su un debito europeo. Dietro il dollaro c’è il debito americano: l’emissione di liquidità internazionale avviene attraverso i deficit delle partite correnti e il debito delle banche centrali – ha sottolineato Tria – si stima che ogni anno circa 300 miliardi di euro di risparmio europeo confluiscano verso gli Stati Uniti. Non si tratta solo di trattenerne una quota maggiore in Europa, ma anche di riuscire ad attrarre risparmio mondiale”.
A seguire, l’intervento di Marco Angheben, Head of Business Development & Regulatory Affairs European DataWarehouse “The power of data and documentation” ha analizzato lo stato della qualità dei dati nel mercato italiano delle cartolarizzazioni, offrendo una lettura delle principali attese e impatti della revisione della regolamentazione europea sul settore.
La prima tavola rotonda, intitolata “Le cartolarizzazioni come opportunità di business e “enabler” per gli investimenti”, è stata introdotta da Gabriele Guggiola, Partner – Financial Services PwC Italia, che ha evidenziato come, dopo anni di flessione, dal 2022 si sia registrata una crescita dei volumi delle cartolarizzazioni, con un +21% fino al 2024, in particolare per le operazioni SRT. Anche l’attenzione dell’Europa si sta concentrando sempre di più su questo strumento, tanto che per la metà dell’anno è attesa una revisione del framework normativo con l’obiettivo di semplificare e accelerare un mercato che oggi procede a ritmi più lenti rispetto a quello statunitense.
La seconda sessione, moderata da Lisa Chiarini, Senior Manager – Financial Services PwC Italia, ha approfondito il tema “Trend ed evoluzioni: dalla revisione del securitisation framework alle nuove opportunità di mercato”. Dal dibattito è emerso che la semplificazione della normativa mira a rilanciare il mercato della cartolarizzazione, che potrà essere esteso a nuove asset class, anche di natura tecnologica, per rafforzare l’utilizzo dello strumento sia in ottica di funding sia di liberazione del capitale. Per i partecipanti alla sessione sarà determinante il ruolo di tutti gli attori coinvolti in questa evoluzione.
Nel pomeriggio il dibattito si è spostato sui trend di mercato ed è stato guidato da Enrica Landolfi, Senior Advisor P&G SGR. Dall’analisi delle tendenze è risultato evidente che la cartolarizzazione è uno strumento estremamente duttile, in grado di adattarsi alle esigenze attuali dell’economia reale e di generare valore.
La giornata si è conclusa con un approfondimento dedicato alle tecnologie e alla tokenizzazione, moderato da Lorenzo Fusoni, Senior Legal Expert – Markets & Risk Transfer Legal Advisory, IMI CIB Division, Intesa Sanpaolo. È emerso come la blockchain rappresenti una rivoluzione che non mira a sostituire ciò che già esiste, ma ad automatizzare e rendere più trasparenti molti processi della cartolarizzazione. L’esistenza di un registro in cui gli asset vengano tracciati in tempo reale potrebbe essere la chiave di volta per ridurre in modo significativo gli errori. La tokenizzazione, inoltre, consentirebbe di suddividere gli strumenti in quote più piccole, scambiabili con maggiore facilità e frazionabili in modo preciso, ampliando così l’accesso alla platea di investitori.
Le evoluzioni del mercato, l’interesse normativo volto a rafforzare la competitività del vecchio continente e l’appetibilità dello strumento rendono gli aggiornamenti sul tema delle cartolarizzazioni momenti fondamentali per interpretare correttamente il contesto.
Un obiettivo che Credit Village continua a perseguire in ogni evento, mantenendo uno sguardo concreto e professionale sulle trasformazioni in atto nel settore.
Un confronto aperto sullo stato dell’arte di quello che oggi è lo strumento di finanza strutturata più discusso nella credit industry, utile alla diversificazione dell’attività del settore.
Il CvSecuritisationDay, che si è tenuto ieri a Milano presso la Fondazione Cariplo e organizzato da Credit Village, ha replicato il successo della prima edizione, a conferma di quanto il dibattito sia in corso e necessario per rimanere competitivi nel mercato.
In apertura della giornata, a fare il quadro sulla situazione attuale è stato Giovanni Tria, Economista ed ex Ministro dell’Economia e delle Finanze, che ha portato una visione di un’Europa che fatica ancora a pensarsi davvero unita sul piano economico. In un contesto in cui sono gli stessi Stati Uniti a mettere in discussione il ruolo del dollaro, si entra in un nuovo scenario: “Il ruolo dell’euro, in questo momento, non si può basare su un debito europeo. Dietro il dollaro c’è il debito americano: l’emissione di liquidità internazionale avviene attraverso i deficit delle partite correnti e il debito delle banche centrali – ha sottolineato Tria – si stima che ogni anno circa 300 miliardi di euro di risparmio europeo confluiscano verso gli Stati Uniti. Non si tratta solo di trattenerne una quota maggiore in Europa, ma anche di riuscire ad attrarre risparmio mondiale”.
A seguire, l’intervento di Marco Angheben, Head of Business Development & Regulatory Affairs European DataWarehouse “The power of data and documentation” ha analizzato lo stato della qualità dei dati nel mercato italiano delle cartolarizzazioni, offrendo una lettura delle principali attese e impatti della revisione della regolamentazione europea sul settore.
La prima tavola rotonda, intitolata “Le cartolarizzazioni come opportunità di business e “enabler” per gli investimenti”, è stata introdotta da Gabriele Guggiola, Partner – Financial Services PwC Italia, che ha evidenziato come, dopo anni di flessione, dal 2022 si sia registrata una crescita dei volumi delle cartolarizzazioni, con un +21% fino al 2024, in particolare per le operazioni SRT. Anche l’attenzione dell’Europa si sta concentrando sempre di più su questo strumento, tanto che per la metà dell’anno è attesa una revisione del framework normativo con l’obiettivo di semplificare e accelerare un mercato che oggi procede a ritmi più lenti rispetto a quello statunitense.
La seconda sessione, moderata da Lisa Chiarini, Senior Manager – Financial Services PwC Italia, ha approfondito il tema “Trend ed evoluzioni: dalla revisione del securitisation framework alle nuove opportunità di mercato”. Dal dibattito è emerso che la semplificazione della normativa mira a rilanciare il mercato della cartolarizzazione, che potrà essere esteso a nuove asset class, anche di natura tecnologica, per rafforzare l’utilizzo dello strumento sia in ottica di funding sia di liberazione del capitale. Per i partecipanti alla sessione sarà determinante il ruolo di tutti gli attori coinvolti in questa evoluzione.
Nel pomeriggio il dibattito si è spostato sui trend di mercato ed è stato guidato da Enrica Landolfi, Senior Advisor P&G SGR. Dall’analisi delle tendenze è risultato evidente che la cartolarizzazione è uno strumento estremamente duttile, in grado di adattarsi alle esigenze attuali dell’economia reale e di generare valore.
La giornata si è conclusa con un approfondimento dedicato alle tecnologie e alla tokenizzazione, moderato da Lorenzo Fusoni, Senior Legal Expert – Markets & Risk Transfer Legal Advisory, IMI CIB Division, Intesa Sanpaolo. È emerso come la blockchain rappresenti una rivoluzione che non mira a sostituire ciò che già esiste, ma ad automatizzare e rendere più trasparenti molti processi della cartolarizzazione. L’esistenza di un registro in cui gli asset vengano tracciati in tempo reale potrebbe essere la chiave di volta per ridurre in modo significativo gli errori. La tokenizzazione, inoltre, consentirebbe di suddividere gli strumenti in quote più piccole, scambiabili con maggiore facilità e frazionabili in modo preciso, ampliando così l’accesso alla platea di investitori.
Le evoluzioni del mercato, l’interesse normativo volto a rafforzare la competitività del vecchio continente e l’appetibilità dello strumento rendono gli aggiornamenti sul tema delle cartolarizzazioni momenti fondamentali per interpretare correttamente il contesto.
Un obiettivo che Credit Village continua a perseguire in ogni evento, mantenendo uno sguardo concreto e professionale sulle trasformazioni in atto nel settore.