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Alleggeriti gli Npl torna l’utile per 5,5 miliardi

La politica di rigore nella pulizia di bilancio avviata a fine 2016 dal Ceo Jean-Pierre Mustier continua a dare i risultati attesi. Perché è anzitutto grazie al forte calo degli accantonamenti (e del costo del rischio) che UniCredit riesce a fare emergere una redditività che per lungo tempo è rimasta imprigionata. Nel corso del 2017, infatti, la banca di Piazza Gae Aulenti ha visto crollare le rettifiche su crediti di 2,6 miliardi, un valore che si traduce in un calo del 38,1% anno su anno. Il ribasso delle svalutazioni è addirittura del 48,1% (rettificato) nel quarto trimestre. E così il costo del rischio scende a 58 punti base, in linea con le stime. Insomma, la politica iper-prudenziale sui crediti, che è costata un rosso da 11,8 miliardi nel 2016, sta dando i suoi frutti come da previsione.
Se tutto ciò si unisce all’aumento dei ricavi a 19,6 miliardi, (+1,7%), cui contribuiscono la tenuta del margine di interesse (a 10,3 miliardi) e la crescita delle commissioni (aumentate del 7,1%, a 6,7 miliardi), si capisce come la banca italiana-paneuropea sia riuscita a inanellare il suo «migliore ultimo trimestre dell’ultimo decennio», come evidenziato ieri dal Ceo francese nella nota che accompagna conti 2017. Il bilancio diffuso ieri mostra come nell’ultimo quarto del 2017 l’istituto abbia registrato utili netti per 801 milioni, che si raffrontano con i 523 milioni stimati dal consensus degli analisti. Nel complesso, nel corso dell’anno il gruppo ha generato un utile netto di 5,5 miliardi, risultato che se ripulito dagli incassi per le cessioni di Bank Pekao e Pioneer, si attesta a 3,7 miliardi.
Si tratta di numeri che gli analisti e il mercato hanno apprezzato, come segnala l’andamento positivo del titolo (+2,1%) in una giornata di borsa negativa (-2,26%). Ma sono anche risultati che consentono alla banca di tornare a distribuire per la prima volta dopo cinque anni un dividendo cash, pari a 32 cent per azione. Del resto, lo evidenzia dalla banca in una nota, il piano Transform 2019 è «a uno stadio più avanzato rispetto a quanto previsto dal piano e sta generando risultati tangibili».
Nel corso della conference call con i giornalisti, Mustier si è detto «molto orgoglioso» di quello che è stato realizzato negli ultimi 12 mesi. «Abbiamo completato con successo il primo anno del piano Transform 2019 e abbiamo raggiunto tutti i target 2017. Siamo soddisfatti della nostra performance, sostenuta da una forte dinamica commerciale in tutto il gruppo».
Le sfide certo non mancano. E vanno dalla trasformazione del modello operativo, alla rifocalizzazione sul business di banca commerciale all’ulteriore miglioramento della qualità degli attivi, fronti su cui la banca è nel pieno del processo di trasformazione. Un programma intenso su cui «siamo in anticipo», ha ribadito Mustier, che però non si sbilancia e tiene a confermare i target. Del resto, facendo un paragone con la maratona, «siamo al chilometro 14 su 42».


Autore: Luca Davi
Fonte:

Il Sole 24 Ore

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