Dalla Redazione

Unicredit si prepara a cedere 17 miliardi di NPL: in corso l’operazione Fortress-Pimco

In attesa che Banca Intesa definisca il suo piano di smaltimento dei crediti difficili fino al 2019, entro giugno Unicredit dovrebbe concludere il suo smaltimento dei 17 miliardi di euro lordi di non performing loans che fanno parte dei cosiddetti crediti non-core, identificati dalla banca nel 2013 come crediti a clienti considerati non interessanti per l’istituto in termini di rapporto rischio-rendimento. Un’operazione fondamentale per ripulire il bilancio della banca in vista dell’aumento di capitale da 13 miliardi di euro.

Presto, dunque, potrebbe partire la cartolarizzazione con garanzia pubblica (gacs) allestita separatamente da Fortress Investment Group e da Pimco. All’inizio si parlava di 20 miliardi, poi diventati 17,7. Credit Village ha provato a chiedere conto direttamente ad Unicredit e dall’istituto hanno precisato che “la taglia dell’operazione è stata ridotta a 17 perché, da quando è stata annunciata l’operazione (a fine 2016, vedi slide 10-11 del documento Unicredit) sino ad oggi, il portafoglio di NPL si è ridotto”. Nella prima metà di maggio dovrebbe concludersi il lavoro preparatorio sui portafogli ancora in carico a Unicredit; a quel punto la palla passerà alle agenzie di rating che in pochi giorni potrebbero valutare l’emissione. Il tempismo sarà fondamentale anche perché per richiedere la gacs è necessario che la banca originator completi il deconsolidamento integrale del portafoglio in oggetto.

Unicredit conferma che i 17miliardi sarebbero suddivisi in sofferenze per 3,5 mld “secured” (con sottostante immobiliare) a Pimco e il resto “unsecured” in un portafoglio destinato a Fortress, che si occuperà degli NPL di piccole e medie imprese dei vecchi sportelli.

L’operazione costruita da Morgan Stanley e Unicredit Cib (mentre Mediobanca ha affiancato Fortress) prevede comunque che l’istituto resti azionista del veicolo cui saranno ceduti i portafogli, realizzando una partnership che consenta di estrarre valore nel tempo. Piazza Gae Aulenti, conferma, inoltre, che manterrà una partecipazione di minoranza nei due nuovi veicoli costituiti, con un iniziale 49% ma che, nel tempo, sarà ridotta.

Sembra che il prezzo accordato per la vendita sia intorno ai 15 centesimi per ogni euro. Forse un po’ troppo basso, ma su questo la banca non commenta. Perché tutta questa fretta di vendere? Forse, aspettando qualche mese, UniCredit avrebbe potuto recuperare qualche centinaio di milioni in più optando per altre strade diverse dalla vendita tout court, ad esempio optando per le garanzie statali.

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